Le parole di Greta Cicolari

Ciao a tutti voi, 

Anche se sono una ragazza molto spontanea ho buttato giù un paio di cose che non voglio assolutamente dimenticare.

Per me sono stati lunghissimi mesi, anzi, anni … 
Prima i 13 mesi di sospensione e poi il rientro e il tentativo di dimostrare il mio valore tecnico che qualcuno aveva provato a mettere in discussione, ripartendo da zero e privatamente. 
Nei momenti più difficili e aldilà del supporto della famiglia e delle persone che mi sono vicine e davvero grazie al supporto che voi, su questo social network (che ha tanti difetti ma anche tanti pregi) senza filtri, mi avete trasmesso la forza e il coraggio di non mollare mai, e cercare sempre di fare la cosa giusta. 
Credetemi, fare la cosa giusta non è sempre semplice…

Ho avuto costantemente gli occhi puntati addosso e questo è stato pesante.

Il mio caso, la mia storia, è stata raccontata in 1000 modi, spesso vicino alla realtà ma a volte anche travisata o addirittura costruita ad hoc da parte di chi aveva il potere di farlo.

Ho passato tre anni da incubo, tre anni della mia carriera che nessuno potrà più ridarmi. In questi anni ho subito otto o nove processi all’interno della federazione a dimostrazione dell’accanimento che hanno avuto nei miei confronti.
La federazione, o meglio la procura sportiva e il segretario generale si sono letteralmente accaniti contro di me, abusando come la sentenza chiarisce del loro potere.

Io non voglio commentare ad oltranza la sentenza che è appena uscita né quantomeno so quello che implicherà….

L’unica cosa che mi preme tuttora e’ che un mio incubo possa finalmente finire.
L’amore che ho verso il mio sport mi chiede per l’ennesima volta di chiedere pubblicamente al presidente Magri della federazione che ho rappresentato con onore alle ultime Olimpiadi di volermi incontrare per poter spiegare finalmente come le cose si sono svolte

Sono qui in un bar con gli amici, non per brindare ad una vittoria, ma semplicemente per celebrare il fatto che sono state smascherate tutte le bugie che qualcuno ha voluto creare ad hoc.
In questo momento nessuno vince ma perdiamo tutti, soprattutto le persone che mi hanno fatto del male. Anche se sono state proprio queste persone a darmi il coraggio di tornare in campo e di dimostrare il mio valore. Non a parole ma a fatti.

Essere il numero uno in qualsiasi ambito dà sempre fastidio, attira invidie e gelosie e molte cattiverie. Ne sono consapevole e la cosa non mi ha mai dato particolarmente fastidio,chi mi conosce sa che ho un carattere molto forte, ma mai mi sarei aspettata un trattamento del genere.

Sinceramente mi fa anche molto male tornare a scavare nel passato, ripensare a determinate situazioni e a come alcune persone che mi erano molto vicine si sono comportate in quei momenti. 
Preferisco pensare solo al presente e alle persone che ho incontrato in questo difficile cammino, persone che ho conosciuto e che hanno creduto in me perché mi hanno conosciuto veramente.

Ringrazio i giornalisti con cui avuto a che fare in questi anni perché è vero che sono molto arrabbiata con alcuni di loro ma altri sono stati eccezionali, non sto a nominarli  uno ad uno perché non vorrei fare torto a nessuno, ma ognuno di voi ha la coscienza di quello che ha scritto e ha fatto, ma soprattutto del fatto che abbia scritto in base a informazioni vere o meno.

Vorrei ringraziare i miei avvocati Michele Pontecorvo, Marco Bragaglia e Pasquale Monaco, perché è stato un lavoro lungo difficile e particolare, in modo sportivo non è per nulla semplice.

Non voglio essere troppo mielosa e quindi ringrazio gli amici stretti e le persone che mi sono state vicine senza fare nomi perché sicuramente mi dimenticherei qualcuno.

Voglio ringraziare  le aziende che mi sono restate moralmente a fianco e hanno creduto in me, Red Bull e Smart e Oakley ma sopratutto a AK Informatica, Nutrilite e Brevi (con Win Blu) che mi hanno sostenuto per il rientro rientro dopo le sospensioni.
Vorrei ringraziare Doum,Alessio Cristiano mamma e papà, sono loro che mi hanno dato la stabilità per poter affrontare una “guerra” così. 
Mio padre mi ha sempre insegnato ad affrontare con onore e rispetto ogni situazione della vita e di non avere mai paura di affrontare le conseguenze di quello che la verità può portare.
Anche durante gli ultimi mesi in cui era in vita nonostante gli insulti che ha subito da parte di queste persone,non mi ha fatto cedere all’odio ma mi ha protetto e mi ha rassicurato.
Sono sicura che da lassù lui mi proteggerà sempre.