CIAO BOVO
Sabato sera, 24/03/2012, si gioca Macerata-Forlì di serie B2; tra i sei giocatori in campo sul taraflex nella metà campo del Forlì c è Vigor Bovolenta, uno che in quel campo ci ha fatto tante battaglie ma nella massima categoria (la sua categoria), che ha sposato la causa della società romagnola per riportarla in alto, con un futuro magari non più nei panni dell'atleta, ma con un presente da leader in una squadra di ragazzi per provare nel tempo l'assalto alla massima serie. Il Bovo ha fatto questa scelta per poter stare vicino alla famiglia che vive a Ravenna, a sua moglie Federica ed ai suoi 4 magnifici figli, e non perché non potesse ancora stare ai massimi livelli. In attacco, nel suo ultimo anno di A1, era ancora di primissima fascia, parola di palleggiatore: un anticipo di quelli veri, che ormai è difficile trovare:)... ma su questo torneremo dopo.
Ritorniamo a quel Sabato. Bovo va in battuta, non si sente bene, chiede il cambio e mentre raggiunge la panchina si accascia al suolo: il suo cuore, il suo grande Cuore, ha smesso di battere, o meglio, ha solo smesso di pompare sangue al grande corpo di Bovo, 202cm di simpatia e bontá, perché il suo cuore continua a battere dentro quelli della sua famiglia e, lasciatemelo dire, dentro tutti i cuori di chi lo ricorda con tanto affetto e nostalgia. La notizia parte dal piccolo Fontescodella per far il giro d'Italia in pochissimi minuti... la notizia rimbalza da nord a sud... è un continuo giro di chiamate e messaggi... si chiamano persone che non si sentono da secoli, giusto per potersi sincerare che sia una bufala, che sia un errore. Faccio qualche telefonata... qualcuno mi dice che Bovo è partito per la Nazionale del Cielo (come dirà Federica nell ultimo saluto al Bovo)... ancora non voglio crederci, finche non avrò l'ufficialità della notizia, e continuo a sperare che si sia solo sentito male... chiamo pure al suo telefonino, ma non risponde... comincio a temere il peggio! Qualche minuto dopo mi arriva la conferma. Non riesco a piangere, perché mi sembra qualcosa di impossibile, rimango semplicemente sveglio a pensare a lui e ai ricordi che mi, ci legano.
L'anno scorso ho iniziato la stagione a Forlì... ci sono rimasto fino a Dicembre. 5 mesi sono stati più che sufficienti per legarmi al Bovo, perché lui era così,allegro e sorridente, come lo definirà Federica in Chiesa, un "Cazzone", uno che ha voglia sempre di divertirsi ma che ormai no n è più ragazzino. Sa di avere delle responsabilità e miscela alla perfezione la figura dell'ottimo professionista, del piacevole compagno di viaggio, del bravo marito, dell'ottimo padre. Porto nel cuore un bellissimo ricordo del Bovo... di lui con la sua Multipla a Metano, presa perché ormai si pensa alla famiglia e lui per star con loro fa ogni giorno Ravenna Forlì ...di lui entusiasta della sua famiglia,di sua moglie e dei suoi 4 figli che sì, son tanti, ma sono la sua gioia... di lui contento dei suoi genitori e di suo padre che l'ha aiutato a costruire la sua casa, mattone su mattone, una bellissima casacche il Bovo una sera con tanta gioia mi ha mostrato,soddisfatto di com'era venuta. Poi abbiamo cenato,e ho parlato un po' più a fondo di me, della mia storia... Bovo e Federica sono stati attenti e ascoltavano facendo commenti, mi sentivo in famiglia... io che la famiglia la tengo, e pure stupenda, ma sempre molto lontano!
Ogni tanto mi fermo a ricordarlo, la domenica dopo abbiamo giocato con il suo nome che "oscurava"i nostri... roba artigianale fatta a mano, nastro bianco e pennarello nero, ma sentivo di farlo, piccolo gesto per poter gridare in silenzio "io conoscevo quell'uomo, e voglio che non venga dimenticato"... impossibile avvenga il contrario, dopotutto. Abbiamo giocato, non hanno fermato il campionato, e non so se fosse giusto o sbagliato, ma sta di fatto che è stato molto strano giocare... ogni palla il mio pensiero volava a lui e a mille riflessioni sulla vita e mi sforzavo di sorridere. Comunque. Alla fine abbiamo perso ed io, che di solito sono molto seccato dopo le sconfitte, mi sono imposto di stare sereno e non prendermela per il risultato negativo, sarebbe stata una mancanza di rispetto nei confronti di Bovo.
...appena appresa la notizia, quel sabato notte, scrissi un messaggio al telefonino di Bovo, quasi mortificato per averlo disturbato dal suo sonno, quando poche ore prima in preda all'ansia avevo provato a chiamarlo pressato da tante persone che volevano sapere... gli scrissi semplicemente... "ciao Bovo. Un abbraccio.Davide".... come ha detto poi Federica ... lui era un numero 1, di quelli veri, ed lassù, nella nazionale dei Cieli: avevano bisogno di uno tosto, di uno forte... l'hanno ingaggiato... adesso milita sempre con la maglia Azzurra, ma non quella dell'Italia... un'altra, più bella e raggiante.
ciao Bovo...a presto, da qui io pregherò per te e per la tua famiglia. Si è da poco celebrata la Pasqua di nostro Signore Gesù Cristo... Cristo è Risorto, è Veramente Risorto, certa è questa Parola... noi non Moriamo... ecco perché son sicuro di poter rincontrare Bovo, non qui ovviamente, ma dall'altra parte.
ciao Bovoooooo...
Davide