LARGO AI GIOVANI
Sono le otto di sera, e siamo a Cavenago, un comune della Brianza...non saprei darvi indicazioni migliori, se non fosse stato per il navigatore non ci saremmo di certo arrivati, e la mia conoscenza di queste zone è ancora troppo poca; di certo non è lontano da Busnago, perché alle 21 inizia una partita della Terza Divisione, la squadra guidata da Barbara Bordone e Irene Stucchi, e nata dalla collaborazione tra il VolleyClub99 di Busnago e la società di Montevecchia. Un squadra di ragazze allegre e ben affiatate tra loro: non hanno fatto fatica le ragazze a mettersi in posa per le fotografie, vincendo certo un po' di imbarazzo, ma anche pensando che poi, su qualche pagina nell'immenso mondo del web, ci sarebberos tate anche loro insieme alle
campionesse che tanto ammirano. “Siamo attenti a dare risalto anche alle notizie dei campionati giovanili – ci spiega Mauro Parma, Responsabile della Comunicazione per la società di Busnago - perché comparire sul sito o sui giornali per queste ragazze è un motivo di orgoglio, una spinta in più, ed è giusto gratificarle quando raggiungono buoni risultati dopo tanti impegni. Il VolleyClub99 Busnago è una società giovane, come indica
anche l'anno di fondazione contenuto nel nome della società; giovane per fondazione, giovane per l'età media dei dirigenti, e non poteva non dedicarsi alle giovani giocatrici con passione e con un progetto che possa farle crescere umananmente ma anche tecnicamente”. A Busnago infatti si coltivano talenti: educare attraverso lo sport significa anche saper valorizzare chi può, per caratteristiche tecniche e mentali, aspirare a qualcosa di più, e al tempo stesso creare dei gruppi di atlete capaci di dare il meglio ad ogni livello.
Il vicepresidente Michele Rossi ci offre una panoramica delle squadre presenti nel progetto giovanili di Busnago: “Dalla squadra di minivolley,
salendo di età, incontriamo due U 13, due U14, due U16, due U18, e poi la serie A2, un mondo a sé, in un certo senso, anche se le ragazze allenate da Delmati si interessano molto dell'andamento dei campionati giovanili e qppena possono si fermano a vedere partite o allenamenti delle ragazze più giovani. Il legame più forte si crea però nei camp estivi, dove alcune delle atlete della serie A2 fanno da allenatrici e da educatrici alle ragazze che vi partecipano. Certo che le soddisfazioni sono completamente diverse: con le ragazze più giovani si è più coinvolti emotivamente, le vedi crescere in palestra, le conosci da tanti anni...l'obiettivo è quello di colmare un gap generazionale che si è costituito in questi anni e che non ci permette di avere un ricambio pronto per la prima squadra”. Dello stesso avviso è anche il presidente Stefano Galbusera: “Sono assolutamente certo di quello che dico: l'investimento