IL BRINDISI DEL CAPITANO

 

Se fosse un vino, sarebbe un rosso, corposo, profumato, forse leggermente aspro, sicuramente molto aromatico; e se vi dovesse offrire qualcosa, un bicchiere di buon vino non mancherebbe di certo, perché, come ci ha detto lei stessa, “è decisamente nelle mie corde”.

Non è così comune che un'atleta abbia, per così dire, il vino nel sangue: ma se questa atleta è piemontese doc, e ha carattere, personalità, amore per la buona tavola, e porta il nome di Paola Paggi, non dovete stupirvi se entrando nella sua cantina avrete l'imbarazzo della scelta. Paola gestisce insieme ad un socio e amico un'enoteca a Riccione, che si chiama Il Vicolo di Bacco: un investimento suggerito dalla passione e mai così azzeccato: “L'enoteca è stata aperta in società per fare un investimento, ma ovviamente la scelta dell'attività non è venuta a caso: abbiamo avuto l'opportunità di prendere in gestione per dodici anni questo locale che era già un'enoteca, ma era lasciata un po' allo sbando; il mio socio, molto in gamba in queste cose, è riuscito a trasformarla in un luogo molto frequentato, dove oltre a bere vino, si possono degustare formaggi, prosciutti, e tante altre cose buone, come quelle che si trovano in Romagna...

io ci vado ogni tanto, ma resta per me, in questo periodo della mia vita, un posto bello dove vado a mangiare e dove incontro gli amici. Purtroppo adesso non ho tempo di dedicarmi a questa attività come vorrei, ma non è detto che in futuro non possa diventare più che un hobby...appena avrò la possibilità di fare almeno un corso da sommelier, e sempre che sia in grado di aiutare i clienti a scegliere un vino!”. Perché proprio un'enoteca, e non una qualsiasi altra attività, dipende dal fatto che Paola è, nell'animo, una buongustaia: quando le abbiamo chiesto di essere la protagonista di questa rubrica e di indicarci un posto adatto a fare da location a questo servizio, non ci ha pensato due volte, e ci ha consigliato l'Osteria Poretti di Novara, un locale storico dove dal 1877 oltre a vino si beve e birra e si possono gustare piatti tipici della cucina piemontese e della cucina regionale in genere (e noi ne abbiamo avuto qualche esempio negli antipasti...): “Ho pensato al posto più bello e interessante in cui vi avrei potuto portare, un posto familiare, che in qualche modo mi appartiene, perché è bello pensare che chi mi vede sempre in palestra conosca anche una Paola diversa”...e senza saperlo, abbiamo scelto per Paola una delle sue vesti preferite, quella da commensale! “

“La buona tavola, ha sempre fatto parte delle mie abitudini. Mio papà, da bravo sportivo, mi ha educato a mangiare bene, in modo sano, senza cercare tutte quelle cose che ai bambini piacciono tanto ma che in realtà non sono tanto salutari...e poi anche la mia mamma faceva la sua parte, cucinandomi tante cose buone; ad alcune ancora adesso non so resistere, e sono sempre molto felice quando so di avere in casa una porzione di melanzane alla parmigiana fatte da lei! Poi ci sono alcuni cibi che invece mi faceva mangiare per forza, i classici piatti che si mangiano perché fanno bene...il fegato per esempio...ancora non mi sono abituata a quel sapore!”.

In questo modo, a Paola è rimasta l'abitudine di alimentarsi bene, tanto da diventare un punto di riferimento per le giovani compagna alle quali manca una regola o forse solamente al costanza di preparare sempre qualcosa di adatto alla situazione: “Penso che per un atleta l'alimentazione sia fondamentale, e forse questo aspetto è sottovalutato da molte società che lasciano all'autonomia delle ragazze le scelte quotidiane.

Basterebbero invece, poche indicazioni, senza una dieta assillante, ma che permetta a ciascuna di capire quale sia il comportamento migliore a tavola. Per questo cerco di essere d'aiuto alle mie compagne di squadra più giovani!”. Paola dice di essere pigra in cucina, ma per seguire il suo regime alimentare, fatto di cose semplici, ma comunque molto precise, ci vuole, a nostro parere, tanta costanza: “Mi ispiro alla dieta a zona, senza seguirla in maniera precisa: questo significa che posso mangiare un po' di tutto, ma in piccole quantità: un'insalata con mozzarella tonno, carote, pomodoro, o la pasta con la ricotta, la carne con le verdure la sera, o comunque le verdure abbinate ad un piatto proteico; prima delle partite evito la carne rossa, perché mi appesantisce, e preferisco pasta in bianco e bresaola o carne bianca...più che gli alimenti, bisogna conoscere bene il proprio corpo, le sue esigenze e i suoi limiti”. Se potessimo aprire il frigorifero di Paola adesso troveremmo “la bresaola, un must per le pallavoliste, parmigiano, immancabile, mozzarella di bufala, e poi insalata, verdure di vario genere, come carote, pomodori, finocchi; la ricotta; la marmellata, che tengo in frigo; e poi, percorrndo i ripiani...il prosciutto cotto a tranci, perchè praticamente da sempre sono abituata a fare una colazione abbondante,

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