SOTTO L'ALBERO CHE NON C'E'...

 

Nonostante, come vi ho raccontato, non prepari più l'albero di Natale da qualche tempo, durante queste feste è stato come se a casa ci fosse un albero immaginario, tanto che sotto vi ho trovato delle cose bellissime...
Prima di tutto, il titolo di campionesse d'inverno che abbiamo conquistato: è vero che non rappresenta nessun vero riconoscimento, che in fondo non conta nulla, ma essere prime a metà campionato ci dà comunque un vantaggio oggettivo, per gli abbinamenti della Coppa Italia, prima di tutto, e se saremo brave ad amministrare i pochi punti che abbiamo in più rispetto alle avversarie dirette, anche per i play off. Soprattutto, però, è un risultato che ci dà grande soddisfazione ancora più voglia di fare meglio, non solo perché, come si dice, “fa morale”, ma anche perché questo risultato arriva dopo un periodo non facile per noi. Abbiamo avuto problemi a causa degli infortuni che hanno condizionato l'inizio della stagione, e anche a causa del naturale rodaggio che serve quando nella squadra cambiano un po' di cose ...e di persone! Noi non eravamo abituate ad affrontare questo tipo di difficoltà, e questo le ha fatte sembrare ancora più grandi...adesso però abbiamo imparato a soffrire e a stringere i denti, sudandoci di più le vittorie. Ora i problemi sono superati, anche se c'è tanto, ovviamente, da fare ancora; però dovrebbe cominciare a rivedersi la Scavolini solida e continua che avevate conosciuto nell'ultimo campionato.
Il fatto di poter lavorare tutte insieme in allenamento è stato fondamentale per recuperare il nostro gioco. Uno non si rende conto di quanto manca qualcuno fino a che non ha la possibilità di giocarci nuovamente insieme. Capisci la differenza vedendo come le cose iniziano ad ingranare, a diventare più fluide, più semplici, più automatiche; si crea un clima di fiducia reciproca, aumenta la capacità di concentrazione data dalla condizione fisica buona, perché il dolore ti toglie attenzione e serenità. È da più di un mese che il livello dell'allenamento è alto dall'inizio alla fine, e questo ci permette di mettere a frutto tutto il tempo che abbiamo con un'energia che prima mancava. Sta qui il segreto: poter lavorare al massimo durante tutta la settimana ti permette di dare davvero tutto in campo la domenica. Fra di noi, poi, è sempre più forte la consapevolezza che anche se ci sono stati dei momenti difficili siamo ancora tra le favorite, siamo noi che possiamo e dobbiamo scendere in campo a difendere tutto ciò che abbiamo conquistato. È arrivato il momento, insomma, di non nascondersi più dietro le difficoltà, ma di tirare fuori tutto quello che c'è di buono nella nostra squadra.

Non saprei dirvi quale sia stato il momento di svolta: la vittoria a Bergamo è stata importante, ma siamo subito ricadute in Coppa, in Turchia....secondo me la marcia in più l'abbiamo veramente inserita in casa contro Jesi: una bella partita, giocata con grande intensità da parte nostra,.
Per me personalmente, invece, so dirvi benissimo a cosa sia dovuta questa serenità ritrovata: è il mio regalo di Natale più bello, l'arrivo di mio papà, con il quale ho trascorso le feste qui in Italia.

Venivo da qualche partita non positiva, non riuscivo a dare una svolta nei momenti di difficoltà, ad essere decisiva come riesco a fare spesso, e non solo per qualche limite fisico di troppo...la sua visita è stata bellissima anche da questo punto di vista, mi ha dato una carica in più che mi mancava, mi è sembrato che abbia portato tutta la famiglia con sé, tutti coloro che mi mancano tanto...ha aperto una valigia piena di amore, di calore, e io ne avevo bisogno perché sono quasi due anni che non torno in Argentina! Sono arrivati video e foto da parte dei miei parenti, con i loro saluti, è stato emozionante vederli insieme a lui! Mio padre era stato solo due volte in Italia, e mai da solo: averlo tutti i giorni a casa è stata un'esperienza molto bella e particolare, interessante! Non è come avere la mamma vicino, che comunque si prende cura di te e ti fa trovare tutto a posto quando torni a casa...papà partecipava ad ogni momento della mia giornata, usciva sempre con me, non si è perso un allenamento, ed ero io che dovevo un po' prendermi cura di lui, organizzare le nostre giornate, fare da mangiare, pensare alla casa...e anche questa responsabilità nei suoi confronti è stata una cosa molto bella da vivere a ventinove anni! Il giorno di Natale è stato un po' malinconico, ma meno triste di quanto mi aspettassi: quella sera c'erano venti gradi, era caldo quasi quanto a El Trebol! Siamo usciti a cena fuori e siamo scesi in piazza senza giubbotto...anche questo un piccolo regalo che mi ha fatto sentire più leggera e serena. Ora è iniziato un nuovo anno, di solito è tempo di auguri... ma per ora preferisco tenere stretti i desideri che ho nel cuore, per farli diventare, piano piano, realtà. Buon anno a tutti!

 

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Carolina Costagrande #12

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