MATTONE DOPO MATTONE
Se dovessimo trovare un comune denominatore tra i vari aspetti della sua vita, sarebbe il muro: un muro fatto di mattoni che possono prendere talvolta l'aspetto di un gesto atletico, di una palla raggiunta e messa a terra; altre volte, quello di un sorriso che la raggiunge da un volto amico, quella luce inconfondibile che distingue ai nostri occhi le persone che conosciamo da quelle che amiamo; altre volte ancora, la forma di un libro, magari un manuale di Ingegneria Civile, che per molti sì, sarebbe un mattone!, ma non per lei che dell'ingegneria ha fatto la sua seconda passione. Stiamo parlando di Chiara Dall'Ora, protagonista del nostro calendario perché compie gli anni l'11 gennaio. Il duemiladieci per lei si apre in campo, con una sfida che all'andata ha riservato una grossa
sorpresa, e al ritorno potrebbe essere ancora una svolta per una Rebecchi Lupa irriconoscibile rispetto a quella prima uscita ufficiale stagionale. “Una vittoria contro Pesaro sarebbe il miglior modo per festeggiare, il più bel regalo che potrei desiderare”. I desideri di Chiara non la portano lontano, ma la tengono legata a doppio filo alla sua vita fatta di volley, studio e affetti: anche un gesto leggero e un po' infantile come quello di spegnere le candeline soffiando sulla torta sembrerebbe maturo, se compiuto da lei. Questa è almeno l'impressione che abbiamo avuto parlandole: una ragazza con i piedi per terra, amante dei progetti più che dei sogni. Stuzzichiamo però la sua immaginazione chiedendole come festeggerebbe questa ricorrenza che apre il nuovo anno se non avesse quel piccolo
impegno che è la sfida contro la Scavolini Pesaro: “Penso che se me lo potessi permettere la festa sarebbe una classica sequenza aperitivo-cena-
discoteca, l'importante però è che ci siano le mie amiche più care, quelle storiche, conosciute tra i banchi del Liceo a Verona; le compagne alle quali sono più affezionata, la mia famiglia, che vedo poco dato che vivo qui a Piacenza, il mio ragazzo...insomma, tutte le persone alle quali voglio bene!”. E certamente sarebbe difficile riunirle tutte, perché gli anni trascorsi imparando a catturare palloni hanno regalato a Chiara tante emozioni, ma soprattutto tanti legami disseminati nelle città in cui ha giocato, che nonostante la lontananza e gli impegni, restano solidi: “Non è facile legare e mantenere i contatti quando ti trovi a girare molte squadre nella tua carriera; ma nella miriade di persone che ho conosciuto, ci sono alcune ragazze che non potrebbero assolutamente mancare: Signori, Ranìa, Pincerato sono tra le mie più care amiche, e le ho conosciute sul campo! Così come ci sono tante altre