GIOIA INFINITA
In una città dove tutti giocano a pallavolo, dove proliferano le piccole società e i tornei amatoriali, una ragazzina alta alta sembra destinata a giocare sotto rete... In realtà, Giulia Benini, oggi opposto in forza alla Rolleri Volley di Vigolzone, ha mosso i suoi primi passi sportivi sul parquet di una campo da basket. “Mia madre giocava a basket, e così da piccolina ho iniziato a provare questo sport trascinata da lei. Il gruppo però era costituito principalmente da ragazzi, e per continuare all'attività a livello agonistico mi sarei dovuta trasferire in un'altra città. Facevo la quinta elementare, ci sembrava una scelta eccessiva per la mia età... e così, siccome tutte le mie amiche giocavano a pallavolo, le ho seguite. Mi è piaciuto da subito, anche perché mio padre, un vero appassionato, mi portava a vedere le partite della serie A maschile della squadra della nostra
città... mi sono un po' dimenticata della pallacanestro e ho fatto posto ad una nuova disciplina... alla fine ha vinto lui!”. I suoi primi allenatori si accorgono subito che i centimetri di Giulia non sono cosa da poco: “Praticamente da subito sono stata aggregata al gruppo delle ragazze più grandi...c'era chi veniva scelta per le sue doti in palleggio, o perché difendeva bene... io sono stata selezionata per la mia altezza, all'inizio...”, ma Giulia non si scompone, e inizia a lavorare seriamente per mettere in mostra le sue doti tecniche e migliorarle: “Ho avuto allenatori che sin dall'inizio sono stati molto attenti alla tecnica, mi hanno dato delle ottime basi, e hanno saputo crescere un gruppo molto solido e vincente. Le mie compagne di squadra erano per lo più anche le mie compagne di scuola, e questo ci rendeva un gruppo molto affiatato, che condivideva molte cose dentro e fuori dalla palestra.
Giocavamo anche i campionati scolastici ottenendo dei buoni risultati, e con la società abbiamo attraversato tutta la trafila dei tornei provinciali e regionali vincendone molti. Sono stati anni belli, motivanti, pieni di entusiasmo, dove la fatica proprio non si sentiva...”. Oltre ai tornei giovanili, e ad un esperienza in magli azzurra sotto la guida di Bosetti, Giulia gioca a Fano il campionato di serie C: un torneo che la mette in mostra se è vero che a 16
anni le si presenta l'occasione di entrare a far parte della squadra che a Pesaro gioca la B1: “Negli anni, l'impegno che la pallavolo comportava è
cresciuto gradualmente, così come le responsabilità, ma il trasferimento a Pesaro ha significato un cambiamento più radicale, non solo per il salto di categoria. Significava per me avvicinarsi ad un mondo diverso, avere a che fare con persone che avevano già fatto una scelta e che riempivo di domande, perché volevo sapere tutto da chi aveva deciso di intraprendere seriamente quella strada. Trasferendomi ho dovuto cambiare scuola (Giulia ha frequentato il Liceo Scientifico, ndr), e quindi ho dovuto lasciare quel gruppo tanto unito di amiche che già però cominciava a disgregarsi a causa dei vari impegni di ognuna di noi... è stata comunque dura, perché anche se le amicizie si possono coltivare a distanza, non è facile cimentarsi nei problemi di tutti i giorni senza poter contare su chi ti conosce bene. Vivere da sola a quell'età