EXTRAORDINARIA TAI
Di certo, in questo periodo è la pallavolista del momento, la più cercata dai giornalisti, dalla TV, dai lettori, dagli appassionati di volley...il suo ritorno in Italia, grazie a Villa Cortese che l'ha strappata dalle grinfie del campionato turco, è reso un po' più più amaro dall'addio all'Italia, rappresentato dalla rinuncia a giocare con la Nazionale con la quale ha appena vinto un oro europeo. Non è un periodo di riposo, quello di Tai, una parentesi di non-pallavolo, come quelle che tanti campioni si concedono sempre più speso quando si parla di maglia azzurra: è la chiusura di un capitolo, breve ma intensissimo, fatto di grandi gioie e di grandi dolori, non solo pallavolistici. È la consapevolezza dei propri limiti, l'orgoglio e insieme l'umiltà che fanno da ingredienti di una scelta irreversibile, a farci ammirare Tai: un'atleta che pur avendo dato tanto ad un gruppo già fortissimo non si ritiene indispensabile, una donna che misura consapevolmente le sue risorse interiori. Si chiude un capitolo per Tai, si chiude anche per la Nazionale; altri se ne apriranno, di bellissimi per entrambe, ma negli occhi degli appassionati non potrà non rimanere l'immagine della Aguero che sul podio polacco canta l'inno insieme alle sue compagne. Un immagine che colpisce al cuore, e che non è sfuggita al nostro romantico tifoso....
La notizia era nell’aria e circolava negli spogliatoi come le prime correnti fredde che ad ottobre preannunciano l’inverno. Ma all’inverno, specialmente dopo una splendida, caldissima ed indimenticabile estate, è difficile abituarsi. E così, anche se per gli addetti ai lavori poteva non essere una sorpresa, quando la notizia è stata ufficializzata, l’incredulità e il dispiacere ha attanagliato tutti. Difficile crederci. Ancora più difficile abituarsi all’idea: Tai Aguero, l’extraterrestre di origine cubana, si sfila e appende al chiodo la maglia azzurra. Lo fa con l’eleganza, con la classe ed il rispetto con cui l’aveva vestita ed onorata. Lo fa ringraziando tutti, con una normalità fenomenale, con gli occhi lucidi che fanno emergere tutta la sua straordinaria sensibilità. Lo fa lasciando increduli molti, tutti; lo fa deludendo, anche se il verbo è inopportuno, chi, come me, ama troppo questo sport ed egoisticamente vorrebbe vedere in campo sempre, con qualsiasi maglia, a qualsiasi età e a qualsiasi costo giocatrici come Tai. Con i suoi attacchi, le sue giocate, la sua determinazione, Aguero ha vinto, ha stravinto, è entrata nella leggenda. La ragazza cubana ha recitato con estrema naturalezza il ruolo del fenomeno, dell’extraterrestre evidenziando ad ogni gesto una abissale ed imbarazzante superiorità rispetto a chi è stato chiamato a calcare lo stesso palcoscenico. Ed ora che il sipario azzurro si chiude, a noi, il suo pubblico, non resta che alzarci in piedi ed applaudire. La tentazione di chiederle il bis sarebbe tanta quanto troppo irrispettosa. Ci consoleremo, così, ammirando i suoi consueti gesti fenomenali con addosso la maglia del suo club (Villacortese, ndr) e ripensando a quell’amato cuore azzurro ci torneranno in mente i versi di una celebre canzone di Finardi: “Extraterrestre portami via voglio una stella a farmi compagnia…”
Grazie Tai,
Un tifoso extraromantico