PALESTRA DI VITA

 

Alle pendici del Sacro Monte; sulle rive del lago di Varese, che prende il nome dall’omonima città, una società, la Quasars Induno, porta avanti il suo progetto sportivo educativo tra le ragazze della città giardino.La società è stata fondata 26 anni fa e nei suoi primi anni di vita ha partecipato solamente ai campionati PGS (Polisportive Giovanili Salesiane), vincendo comunque tutto il possibile. Dieci anni fa, quando Alessio Chiesa, l’attuale presidente, e altri dirigenti sono entrati a far parte dell’organigramma societario, è stato rinnovato il progetto, ed è stata iscritta una squadra al campionato federale, partendo ovviamente dalla Terza Divisione: oggi la prima squadra gioca in serie C, e dietro queste ragazze ha continuato a costituirsi un grande gruppo di atlete delle età più diverse, che hanno permesso alla Quasars di iscrivere quadre praticamente in tutte le categorie presenti nel panorama pallavolistico: si

parte dal minivolley, passando per tutti i campionati intermedi fino ad arrivare, appunto, alla prima squadra, una serie C giovane, in cui la maggior parte delle giocatrici fa anche parte dell’under 18. Il sabato è una delle giornate ideali per rendersi conto di quanto l’attività di questa società sia articolata: il palazzetto è animatissimo e ospita più di una partita nella stessa giornata. Oggi per esempio, sono scese in campo le ragazze dell’Under 16 prima che la serie C giocasse il suo turno di campionato in casa. Prima della partita serale abbiamo scambiato qualche parola con Nicola Burrascano, l’head coach della prima squadra, che ci ha fatto entrare un po’ meglio nelle pieghe della filosofia Quasars.

Da ragazzo praticavo altri sport, la pallavolo non era una priorità…lo è diventata quando, prima da accompagnatore, e poi da allenatore, mi sono ritrovato ad assistere l’allenatrice di mia sorella…dopo i primi corsi, ho iniziato ad allenare una squadra astigiana di PGS”. Non si è trattato,

ovviamente di un percorso soltanto sportivo: per definizione, un allenatore PGS è un "alleducatore": ciò significa che la componente educativa nel mestiere dell’allenatore, in questa prospettiva, è rilevante e insita nel compito stesso di allenare. Questo tipo di formazione Nicola l’ha portato sempre con sé, e continua a metterla in pratica anche ora che allena la serie C della Quasars: “Non potrebbe essere altrimenti! A volte mi ritrovo a passare più tempo io con le ragazze che i loro genitori, e questo mi dà tempo di conoscerle, oltre ad accrescere la mia responsabilità nei loro confronti. Si educa facendo sport, non c’è dubbio: una squadra di pallavolo è un piccolo collettivo dove ognuno ha a che fare con dei “pari grado”, con una ben delineata gerarchia, e con un regolamento ben preciso, in campo e fuori. E poi c’è la controparte, che sono le avversarie! Come in una società che si rispetti, anche in una squadra  ci devono essere poche ma ben chiare regole che devono essere rispettate, e se ciò non dovesse avvenire ci deve essere anche la certezza della pena.

Insomma, ogni piccolo aspetto della vita sportiva aiuta a comprendere l’importanza del rispetto delle regole, non per limitarsi, ma per esprimersi al meglio”. Eh sì, perché alla fine la cosa più importante sono le ragazze, i loro sogni, le loro aspirazioni, e la capacità di condividerli.

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