GIULIA LEONARDI: LIBERO DI SOGNARE
Un volto solare, dolce, grazioso; uno di quelli che affascinano, conquistano, fanno innamorare. Un sorriso effervescente, inebriante, sbarazzino, mai inopportuno, mai spavaldo; da cui traspare un mix di timidezza e grinta; di umiltà, consapevolezza dei propri umani limiti e convinzione dei propri mezzi. Un sorriso bello, anzi splendido, che diventa l'icona speculare di una squadra, la Chateau d'ax Urbino, assoluta e straordinaria rivelazione del campionato in corso; un sestetto che ha strappato 8 dei 9 punti a disposizione in trasferta contro corazzate sulla carta e nei bilanci ben più quotate. Due nette vittorie (3 a 0) a Novara e Castellanza (Villa Cortese,ndr); una vittoria straordinaria e in rimonta (da 0-2 a 3 a 2) a Bergamo, con tie break da cardiopalma (20-18) destinato a
restare nell'antologia del volley. A proposito, per capire il segreto di questo inaspettato quanto meritato "esploit" e al tempo stesso per comprendere chi è Giulia Leonardi basta forse un aneddoto: alla fine della prima partita, l'esordio vincente contro i vice-campioni d'Italia di Novara, mi sono avvicinato per farle i complimenti. Giulia mi stringe la mano, ringrazia e poi sorridente aggiunge "siamo un gruppo giovane, siamo all'inizio e possiamo migliorare". Mi ha stupito allora quella risposta ma oggi mi aiuta a comprendere i successi fragorosi di Urbino. Tenacia, grinta, umiltà sempre
e poi in campo senza paura, senza timori reverenziali qualsiasi sia l'avversario, con il sorriso qualunque sia l'esito di una azione, di una partita. E così la ragazzina minuta, in apparenza fragile che pare la protagonista indifesa di una fiaba d'altri tempi, abbandona il castello incantato, si alza le ginocchiere, affila gli artigli e diventa il drago insaziabile: si tuffa senza timore nell'arena con il fondo di taraflex, vola leggera e leggiadra, cade, si rialza, recupera, saltella, incita le compagne, urla, gioisce, lotta come un guerriero epico.
Poi, dopo i fischi dell'arbitro, l'atleta ritorna donna, fiabescamente, come per incantesimo: si ferma a raccogliere le attenzioni e l'affetto dei tifosi, a scherzare, ad arrossire e sorridere gentile a tutti quelli che le chiedono una posa promettendole "eterno amore". Giulia sorride e nel suo sorriso oltre a
seducente femminilità c'è la lezione che più di ogni altra ci piace ricordare: nello sport, come nella vita, saper "accendere" un sorriso e regalarne uno, rappresenta la vittoria più importante, emoziona e fa sognare. E allora grazie Giulia, libero di sognare. Anzi, libero per sognare.
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un'idea di: Michele Orione