Bergamo, una finale per ricominciare a scrivere la storia

Foto RUBIN / LVF

Foto RUBIN / LVF

“Ritorno alla vittoria”: recita così lo striscione preparato dalla Nobiltà Rossoblu in occasione della difficile sfida che la Foppapedretti Bergamo affronta nella semifinale di Coppa Italia. Davanti alla rossoblu, le campionesse d’italia in carica di Casalmaggiore: le rosa targate Pomì inseguono il sogno triplete, così come Piacenza, che il passo verso la finale di Coppa Italia l’ha già compiuto, ma deve conquistare la Final Four di Champions League, che invece alla squadra di Barbolini spetta di diritto come società organizzatrice.

Sogno che si infrangerà certamente, almeno per una delle due, al termine di questa competizione; nel frattempo, Bergamo coltiva il sogno di tornare tra le grandi, di tornare ad alzare un trofeo, l’ennesimo della sua storia, un trofeo che tuttavia avrebbe un sapore dolcissimo, perché arriverebbe dopo anni di digiuno.

Foto RUBIN / LVF

Foto RUBIN / LVF

Eppure, la sproporzione in campo tra le due squadre sembra troppo grande perché le rossoblu possano veramente opporre resistenza. Il primo set si conclude 25-19 per Casalmaggiore: un dato statistico è impressionante, ed è la percentuale in ricezione, nei primi due set, della coppia Tirozzi-Sirressi, doppio fuoco che regge l’equilibrio tattico della squadra di Barbolini. Le giocatrici della Pomì si muovono intorno alle due compagne seguendo l’orbita di un’ellisse perfetta perché imperniata su un 100% complessivo che permette a Lloyd di giocare al meglio le sue carte.

Dall’altra parte, non è altrettanto semplice per Lo Bianco gestire la distribuzione del gioco: il lavoro di Gennari e Cardullo in seconda linea è buono (nonostante le bocche di fuoco della Pomì al servizio), ma alcune attaccanti subiscono la presenza imponente, a muro, di Casalmaggiore: il che non è una novità, considerando che al di là della capacità delle due centrali in questo fondamentale, anche Lloyd dà il suo valido contributo alla causa, realizzando, nei due set, ben 5 muri punto. E così il secondo parziale è ancora più impietoso per le rossoblu, un 25-11 che non consentirebbe prove d’appello.

Eppure, nel terzo set, una reazione c’è: la trascinatrice è certamente Paola Cardullo, autrice di una prova straordinaria in difesa, e capace di motivare, con le sue azioni, l’intera squadra. L’asse libero-palleggiatore prende per mano la squadra predicando resistenza: sale di livello la ricezione, e anche l’attacco ne risente positivamente… arriva finalmente il turno di Plak, che dopo due set senza infamia e senza lode mette a segno nove punti in attacco (67%). Il vantaggio accumulato si concretizza in quattro set point, e Bergamo chiude il conto alla seconda occasione (22-25).

Foto RUBIN / LVF

Foto RUBIN / LVF

Per portare Casalmaggiore al tie break, tuttavia, è necessario che tutta la squadra inizi a giocare all’unisono, e allo stesso livello: Lo Bianco non può contare sull’appoggio di Barun, praticamente impalpabile in campo, e quindi deve inventare: Vesna Durisic si dimostra la spalla ideale per schemi di ogni genere, compreso un mezzo tempo avanti tutto istinto che l’attaccante chiude con un pallonetto millimetrico. Con una parallela che spizza le dita del muro avversario sembra essere tornata in campo anche l’Alessia Gennari che tutti conosciamo; allo stesso modo, Barun con un pallonetto dietro il muro conserva il +3 al time out tecnico. Al rientro in campo, cinque scambi sono decisi da Lo Bianco: sotto gli occhi lucidi d’orgoglio di Manù Benelli, Leo inventa, rattoppa, e persino mette giù palloni. Eppure, tutto questo non basta: Casalmaggiore recupera, tiene in difesa e ribalta la situazione, conquistando il break con un pizzico di fortuna e tanta tenacia. Una menzione speciale, in questo senso, va a Francesca Piccinini, che con la maglia casalasca sembra più agguerrita che mai. Le ultime rotazioni sono decisive: senza libero in campo, con Durisic al servizio, Bergamo trova in Lo Bianco un baluardo perfetto in difesa: è incredibile la pallavolo, è incredibile come il coraggio sia contagioso, è incredibile come ci siano giocatori in grado di risollevare, insieme ad un pallone, l’intera squadra. Gennari esplode in attacco e a muro, Sylla fa la parte del libero, Aelbrecht sigilla la rimonta con un muro che, insieme all’errore in attacco di Tirozzi, vale quattro set point: il tie break lo conquista Barun, la meno prolifica delle sue, la giocatrice che tuttavia non abbandona la squadra nel momento del bisogno.

Il break iniziale conquistato da Casalmaggiore sembra un china ripida da risalire per la Foppa: due punti che in un quinto set pesano come macigni. Anche quando un bel punto di Sylla e un attacco di Gennari a concludere la bella azione impostata sulla difesa di Aelbrecht sembrano rimettere le cose in equilibrio, Bergamo presta il fianco, con il pallonetto troppo morbido di Sylla, all’azione di Casalmaggiore, sempre un po’ più fortunata delle avversarie (il muro di Durisic esce di pochissimo). Al cambio di campo il vantaggio delle rosa è un +3: eppure, nuovamente la Foppa recupera, e il finale di match sembra così essere più incerto che mai. Cresce la tensione, aumentano gli errori, soprattutto al servizio: nessuna delle due squadre riesce per questo a prendere il largo, sul 12-12 Bergamo chiama time out. Al rientro in campo, l’unica ricezione sbagliata della gara da parte di Cardullo sembra inclinare il piano a favore di Casalmaggiore, e invece due scambi dopo è Bergamo a giocarsi il primo match point grazie al muro di Aelbrecht: il match si chiude con l’attacco out di Piccinini, giocatrice simbolo della Bergamo che fu, in un incrocio di destini che regala alla Foppa la possibilità di giocare per il primo gradino di un podio.

Martina Ricca