Cristiana Parenzan: “Giovani beacher, siate creativi”

Le finali nazionali giovanili di beach volley femminile hanno presentato agli appassionati un bello spettacolo e alcune copie davvero interessanti: su tutte, la sfida incrociata delle categorie U19 e U21 ha messo in evidenza la coppia lombarda composta da Gaia Traballi ed Ester Maestroni e quella toscana composta invece da Alessandra Colzi e Claudia Puccinelli. Una vittoria per parte e la possibilità di scontrarsi con le grandi negli Assoluti, con la curiosità da parte di tutti di vedere fin dove potranno arrivare queste quattro terribili matricole.

Cristiana Parenzan (foto Di Fiore/Pallavoliamo.it)

Cristiana Parenzan (foto Di Fiore/Pallavoliamo.it)

Un evento decisamente particolare, quello di una finale ripetuta nel giro di due giorni, che abbiamo voluto commentare con Cristiana Parenzan, che i giovani beacher li seleziona, li allena, li osserva da diverso tempo prima che intorno a loro nascesse una struttura federale articolata, della quale lei stessa è protagonista.

Due coppie giovani a contendersi due titoli nel beach volley femminile: segno che con i giovani si inizia davvero a lavorare con sistematicità.

C’è una differenza in realtà tra il maschile e il femminile: tra le ragazze il cambio generazionale è già avvenuto, hanno vinto due coppie del ’97 che hanno davanti ancora due anni di campionati under; nel maschile invece la maturità si raggiunge più lentamente e a primeggiare sono state coppie che l’anno prossimo non vedremo più nei campionati di categoria.

Che impressione ti ha lasciato complessivamente questa edizione del campionato italiano giovanile?

Sono molto contenta perché si è alzato tantissimo il livello di gioco: queste coppie giovani promettono bene, ci sono tanti giocatori interessanti, e anche l’allenatore della Nazionale giovanile Ettore Marcovecchio, che ha assistito alle gare per iniziare a comporre la squadra che andrà a disputare gli Europei U20 a Cipro a settembre, avrà tanto materiale su cui lavorare. Il campionato è stato lungo, nutrito di date, tutte molto partecipate: gli atleti hanno risposto alla grande soltanto per il piacere di esserci e di arrivare a giocarsi il titolo qui a Catania.

Quali differenze tra i giovani beacher di oggi e i giovani che oggi sono i top player?

Il beach volley cambiato, e le novità comportano delle note favorevoli e delle note sfavorevoli… Quando abbiamo iniziato noi, pionieri della disciplina, non avevamo la fortuna di avere tanti tornei giovanili, tante possibilità esclusivamente per i giovani, e non avevano gli allenatori, soprattutto: da autodidatti dovevamo ingegnarci ad imparare osservando, studiando ed imitando. L’organizzazione era inesistente e tutto ricadeva sulle nostre spalle. Questo però rendeva tutto anche molto più creativo, responsabilizzante, una vera esperienza di vita. Non che oggi il beach volley non lo sia: sicuramente ci sono tante difficoltà da affrontare e tante soluzioni da trovare quotidianamente, ma all’interno di un sistema che assomiglia sempre più a quella dell’indoor… strutture, allenatori, staff, selezioni regionali e nazionali, campionati nazionali e internazionali. Tutto questo è un bene perché permette di individuare i vri talenti di questa disciplina e dà loro la possibilità di esprimersi, ma ai giovani beacher dico: non perdete la creatività e il senso dell’avventura, sono qualità che possono fare la differenza.

 

di Martina Ricca

fotografie di Luigi Di Fiore