#EuroVolleyW, l’Italia del riscatto

Rotterdam – I quarti di finale con la Russia ci sono e arrivano con un 3-0 alla Croazia, risultato che lo stesso Marco Bonitta rivela a fine gara essere alla vigilia obiettivo della caccia e della voglia delle ragazze dopo l’inciampo con l’Olanda e il giorno di riposo a rimuginarci su.

ITA-CroNel risultato ci sono le rose, come la grande prestazione d’attacco di Diouf, il lavoro del muro (14, Guiggi 6 e Chirichella 5) e della difesa, e ci sono le spine come la fatica a mettere palla a terra da posto 4 (primo set da incubo, poi un po’ meglio) e la ricezione perfetta altalenante nei primi due parziali.

Diouf contro tutti – Il primo set è uno show del neo-opposto di Modena: Lo Bianco le recapita i primi 4 palloni in fila del match (2 punti e 2 rigiocate) e 18 dei 37 totali alzati nel parziale. Totale 10 vincenti col 56% che tengono a galla un’Italia sotto fino a due terzi del cammino. All’ala partono capitan Del Core e Caterina Bosetti, con Lucia che entra per la napoletana sul 14-17 e mette a segno il primo punto dal posto 4 del match con il mani-out spazzolato del 18 pari. 5 muri e la pazienza in difesa, dove le schiacciatrici compensano con le letture in posto 6 le sofferenze di prima linea, garantiscono lo sprint finale.

L’attacco sale – Sorelle Bosetti confermate in coppia, la battaglia continua nel secondo set. La Croazia prova a incidere con il servizio, mettendo le nostre laterali nel mirino (S2 in particolare: Del Core dal primo punto, Lucia quando subentra) per limitare l’attacco di Guiggi e Chirichella che, quando servite, non sbagliano un colpo (100% in coppia in frazione, 4/4 Martina, 1/1 Cristina). Qualche frutto c’è, non abbastanza perché per una Diouf che tira un po’ il fiato c’è la salita delle sorelle d’Italia, che pungono anche in battuta. Il muro è sempre al lavoro e il colpo di reni allo sprint valido come il precedente.

Obiettivo Russia – Attacco sempre più equilibrato ed efficace, Diouf leader ma ben spalleggiata, ricezione in vertiginosa ascesa e muro che continua a fare ombra. Vercesi ci prova cambiando la regia con Brcic per Grbac ma palloni distribuiti comunque con numeri assennati (mai solo Barun-centrismo anche quando la tentazione poteva nascere) non producono effetti sconvolgenti per il lavoro di una difesa sempre volenterosa. Le chiavi del match restano dunque prevalentemente in mano a Lo Bianco, che non perde mai di vista come e dove guidare la squadra. L’Italia ripropone il copione di punteggio già percorso, gestendo un paio di lunghezze e accelerando sotto lo striscione del traguardo.

Da adesso, come è scontato, sarà un’ascesa fatta di ostacoli tutti erti: la Russia, che fu il nostro trampolino di lancio al Mondiale italiano, il primo della lista.

Stefano Pagli

foto cev.lu