Il futuro azzurro è già presente

U20 podioIn ventiquattro ore, la nazionale di volley femminile di Luca Cristofani impegnata nel Campionato Mondiale Under 20, ha smaltito la delusione di una finale sfumata in un tie break fatale e ha trovato le forse per schiacciare il Giappone con un netto 3-0, salendo sul terzo gradino del podio.

Ancora una medaglia, dunque, per le giovani azzurre, medaglia che segue l’oro conquistato dalle Under 18 e il sesto posto delle Under 23, risultati frutto del lavoro di un gruppo fluido, che muta in parte ma che in buona sostanza procede compatto e si attesta tra i migliori vivai al mondo.

Luca Cristofani suggella l’eredità d Marco Mencarelli, che traghetterà le giovani nelle mani del nuovo condottiero azzurro: ma se parlate di questo, vi sentirete rispondere che al Club Italia tutto è merito del lavoro di squadra, di uno staff che pone la massima attenzione alla crescita del futuro della nostra pallavolo.

Ma il futuro della pallavolo italiana è già presente, non solo nei nomi di Orro ed Egonu, giovanissime ma già esordienti nella seniores di Marco Bonitta: molte delle “bimbe terribili” hanno già calcato o calcheranno da questa stagione i campi della serie A1, e non solo in maglia azzurra, in virtù della promozione strategica del Club Italia nel massimo campionato.

E così, mentre Del Core e compagne travolgono a Napoli la Germania di Pedullà e si preparano agli Europei – e ancor più, ai tornei di qualificazione olimpica – le giovani eredi non stanno a guardare e affinano le armi. Sarà bello vederle in campo nel corso di una stagione che potrebbe essere una svolta per ciascuna di loro e per il movimento pallavolistico intero: nell’intero percorso pallavolistico che le ha condotte fino a questa stagione, nello spazio che si dovranno conquistare, nella capacità che avranno di mettere in evidenza le loro qualità, nella scommessa che ciascun tecnico vorrà fare su di loro, ci sarà il segno di un settore giovanile  che inizia ad essere davvero maturo, perché non più concentrato soltanto nel quadrato del Centro Pavesi di Milano, ma diffuso in alcune società sparse per l’Italia – non più così poche -, che al vivaio azzurro cedono i loro talenti migliori per portarli a definitiva consacrazione.

Meccanismo auspicato da Marco Bonitta, che ha prefigurato, all’indomani della vittoria delle azzurrine Under 18, il completarsi di un’evoluzione già in atto (basti pensare a Volleyrò, Busto Arsizio, Vero Volley, Orago…). Meccanismo che richiede di investire sulla squadra in senso allargato, sui tecnici e sullo staff, perché pallavoliste non lo si diventa a caso, e tanto meno campionesse.

Perché è così che dovrebbe funzionare: incontrare qualcuno che sappia insegnare il gioco del volley là dove si è, coltivare la propria passione e il proprio talento, con tanto divertimento e quella giusta ambizione che potrebbe essere ripagata con la possibilità di varcare la soglia del vivaio per eccellenza, quello azzurro.

Vivaio per l’eccellenza, anche se non è detto che l’eccellenza passi necessariamente e soltanto da qui.

 

Martina Ricca

(foto FIVB)