Marco Fenoglio, tra passato e futuro

Rosa e azzurro sono diventati nel tempo i colori predominanti nel campionato di volley femminile di serie A1: moda, o meglio marketing – il volley femminile è istituzionalmente in rosa, potremmo dire, da quado il taraflex sul quale si gioca ha assunto questa colorazione. La storia si scrive con colori nuovi – una volta erano il giallo e il rosso di Ravenna, il bianco e verde di Matera, il rosso e il blu di Bergamo, ad ispirare i caratteri delle testate e le scelte dei tanti club locali nati per sognare e far sognare migliaia di ragazzine sulle orme delle gesta delle campionesse.

novara indreOggi le campionesse vestono in rosa: e mi piacerebbe sapere che cosa ha pensato Marco Fenoglio, che dal campionato italiano di volley femminile manca da un po’, di questo alone fiabesco in cui si trova a combattere la sua nuova battaglia. La prima avversaria spicca proprio in questo senso, come poche altre: il rosa fluo della maglia della Nordmeccanica Volley Piacenza abbaglia rendendo ancor più brillante il gioco di una squadra che anche senza la sua prima regista – Ognjenovic è infatti indisponibile – si fa forte di una disinvoltura complessiva della quale Petrucci tiene facilmente le redini, e che sottolinea ancora di più l’imbarazzo di una squadra, la IGOR Volley Novara, ancora alla ricerca di una sua identità.

Non ci si poteva di certo aspettare che Fenoglio portasse dalla Germania una bacchetta magica in grado di risolvere i problemi della IGOR – che tra l’altro, a nostro avviso, si riducono ad uno, ovvero alla convinzione dei propri mezzi, che ci sono, e in abbondanza. L’aspetto è un po’ più “grigio” di un tempo, mentre sull’esuberanza che tutti gli riconoscevano in campo, è ancora presto per giudicare… di certo, di tempo ne è passato, se quella schiacciatrice che sotto la sua guida, in maglia rossoblu, era appena agli esordi in serie A1 – Indre Sorokaite – oggi sfida il muro avversario senza paura, e senza che sia rimasto nulla di quella timidezza che le faceva arrossare le guance e che costringeva il buon Marco a scuoterla durante il time out.

novara boseErano i tempi di una Bergamo piena di campionesse, che poteva permettersi il lusso di far esordire le giovanissime inseguendo al tempo stesso sogni e trofei. Erano altre sfide, e oggi quel libro, da tempo chiuso, si apre con un capitolo fatto di nuove sfide. Per due set il tecnico osserva, sperimenta, cerca soluzioni: parte con Malesevic in campo e Bosetti in panchina, rivoluziona la squadra nel secondo set facendo entrare Bosio, Wawrzyniak, Bonifacio, Bosetti, Rousseaux per Signorile, Fabris, Chirichella, Cruz e Malesevic… e nel terzo set, con Bosetti e Bonifacio “promosse”, ecco che si inizia a sentire la sua voce, e Novara trova il primo vantaggio del match. E mentre l’attenzione di tutti è su Marcon che discute una decisione arbitrale, Chirichella entra per Signorile ad alzare il muro: un cambio che dice molto sulla pallavolo che Fenoglio proverà a portare al PalaIgor, e dell’eredità che un’esperienza segnata dagli anni trascorsi nel volley maschile regala come elemento per provare a plasmare una squadra nuova.

Martina Ricca

foto Luigi Di Fiore