#MNSF Manù Benelli: “Che le parole diventino fatti”

manuManù Benelli, 11 scudetti di fila con la Teodora Ravenna, 325 presenze in nazionale oltre a tante altre vittorie è una delle fondatrici di Assist, Associazione Nazionale Atlete, insieme a Luisa Rizzitelli, anche lei pallavolista ma secondo Manù “non brava come me, ma solo perché cercava di imitarmi”.

Il 26 settembre si è tenuto a Roma un meeting nazionale per sollevare il problema del riconoscimento dello sport professionistico per le donne.

Al termine dell’incontro, nel quale Manù ha raccontato la sua esperienza di atleta e allenatrice in riferimento alle discriminazioni spesso subite dalle sportive, ecco le sue parole nella nostra intervista.

Dieci anni in serie A come allenatrice, una delle poche insieme a Francesca Vannini del Bisonte volley e ad Annalisa Zanellati che ha portato in A Villa Cortese. Il fatto che non ci siano donne allenatrici può essere dovuto alla comune visione dei più difficili rapporti donna-donna?

No, anzi, che una donna alleni altre donne è fattibile. Tutto dipende dalla professionalità di atlete e allenatrici. La mancanza di allenatrici è molto più legata al discorso affrontato oggi durante la conferenza: sebbene il mondo del volley femminile sia composto per il 90% da donne, è un ambiente molto maschilista. I dirigenti sono praticamente tutti uomini e purtroppo molti scelgono le giocatrici non per le loro capacità atletiche, ma per quanto stanno bene in pantaloncini. Finché questo non cambierà, sarà sempre più difficile vedere donne che allenano, soprattutto per la mancanza del professionismo. Una donna che vuole essere anche mamma non rischia di intraprendere questa strada senza alcuna garanzia.

manù cesenaLegato al discorso atlete-maternità, Conegliano ha nel suo roster tre atlete mamme. La reputi una scelta coraggiosa da parte della società?

No, assolutamente. In realtà non credo sia propriamente una scelta, la società ha cercato le giocatrici che la interessavano e il fatto che siano anche mamme non ha costituito uno svantaggio. Ad oggi sono studi medici a dire che essere mamme porta a notevoli miglioramenti fisici e ad un maggior benessere interiore. Questo è uno degli esempi più palesi del progresso della medicina: ora una giocatrice può permettersi di avere un figlio e ritornare in palestra nel giro di un anno. Una volta era impensabile!

I numeri del volley femminile sono sempre più in crescita, parliamo di una media che varia dai 3000 ai 5000 spettatori a partita per le squadre più seguite. Potrebbe essere un’idea quella di promuovere il progetto di Assist presentandolo prima degli incontri di campionato con un tour nei palazzetti?

Certamente. Ciò che ha fatto rabbia a me e a Luisa non è stato tanto non avere delle pallavoliste qui presenti oggi, ma quanto aver sentito tanti no come risposte da atlete il cui nome sicuramente avrebbe dato grande visibilità all’evento. Ora dobbiamo fare in modo che tutto quello che abbiamo detto oggi non resti solo nell’aria e cominci veramente qualcosa di concreto. Se l’unico modo che abbiamo per coinvolgere le pallavoliste è andare a casa loro… bene, faremo anche quello!

A cura di Federica Vassalli