#NoiSiamoNoi: Oro e magie.

di Giulio Fasiello

 

teamitalycelebratesusaHilley al servizio, siamo lì, ad un passo, 24-16. Non rischia la statunitense, Melli in ricezione comoda, alta e precisa come sempre, in testa ad Orro, che ha 4 scelte: Egonu in pipe, Melli in quattro, Mancini già in aria per la C al centro e Piani dalla seconda linea. Potrebbe anche chiudere lei stessa, di seconda intenzione.

Le statunitensi sono sfinite, marcano la pipe di Paola, devastante per tutto il torneo. Alessia fa la sua scelta: finta la pipe e serve Vittoria in posto uno, la palla più pesante all’attaccante meno scontata. Alessia ha coraggio da vendere: la palla esce pulita, perfetta, lascia senza muro la nostra opposta. L’attacco è da antologia della pallavolo: Vittoria lancia una bomba a mano tra 5 e 6, senza diritto di replica, senza possibilità di scampo per le americane.

E quei tantissimi italiani svegli ad aspettare con ansia una notizia, uno streaming che va e viene, esplodono di gioia contagiando anche chi di Nazionale conosce solo quella di Pirlo e Buffon.

Vittoria ci porta alla Vittoria, scusate il gioco di parole. Una capitana esemplare, sempre tra le righe, che ha accettato di cambiare ruolo solo qualche mese fa. Da centrale a opposta. Devi cambiare rincorsa, tempi d’attacco, tutta la tecnica di muro e, soprattutto, imparare a difendere. Mica bruscolini.

Ma il Mago Mencarelli ci ha abituato a queste magie: anche con Alessia Orro, due anni fa libero al Club Italia, è stata spostata al palleggio. Era cresciuta troppo in altezza e non aveva più l’agilità necessaria per fare il libero ad altissimi livelli: la cosa bella è che ora ci ritroviamo una palleggiatrice che difende benissimo, serve efficacemente, ha una visione di gioco incredibile e carattere da vendere. Direi tutte le carte in regola per diventare la migliore nel suo ruolo.

Mencarelli ci ha visto lungo: d’altronde 3 mondiali (nel 2002 era vice allenatore) non si vincono a caso.
Godetevi questo successo ragazze, sperando che tutti questi sacrifici non siano vani, sperando che arrivino altre vittorie personali e altre soddisfazioni. Per voi, e per tutti noi. Ve lo meritate, se lo merita chi vi segue per tutto l’anno e ha pianto di gioia per questa vittoria.

Grazie Alessia, Giorgia, Paola, Roberta, Marina, Giulia, Marta, Giulia, Beatrice, Alice, Vittoria, Alessia, Alexandra. Ci avete portato in cima al mondo, siete passate alla storia di questo sport.

 

(foto FIVB)