Più forti della sfortuna

Un piccolo tributo a chi ha lottato, lotta e lotterà contro la sfortuna e con vera passione per #losportcheamiamo

di Giulio Fasiello

Veronica Angeloni, impegnata nella riabilitazione dopo l'operazione al legamento crociato, tornerà presto protagonista nel campionato francese (foto Urso/Pallavoliamo.it)

Veronica Angeloni, impegnata nella riabilitazione dopo l’operazione al legamento crociato, tornerà presto protagonista nel campionato francese (foto Urso/Pallavoliamo.it)

Giocare a pallavolo ti fa sentire bene, un senso di onnipotenza che ti porta a spaccare il mondo. Ma la foga, molte volte, ti porta ad osare, a cercare di tenere in vita una palla destinata a finire sull’asta: è un attimo, cadere male, scontrarsi e sentire un sordo “crack” e il dolore, che parte dal ginocchio, avvolge il tuo fisico.

È difficile da raccontare, ti senti morire e maledici ogni secondo in cui hai solo pensato di fare quel movimento, quel salto, quell’accosciata. Succede sempre così, di solito. Bisogna essere forti e determinati per superare un momento così complicato per la vita sportiva di una persona. Stampelle e tutore che fermano qualsiasi velleità di approcciarsi con quel pallone a spicchi giallo e blu. Giocheresti anche con una gamba sola, potendo, ma puoi solo guardare le partite in TV o in tribuna, mettendo in conto la frustrazione di non essere lì a combattere come un leone insieme alla tua squadra.

Operazione, riabilitazione e potenziamento, sei mesi e sei come nuovo, non vedi l’ora di tornare su quel campo che tanto male ti ha fatto. Una persona normale non ci metterebbe più piede, ma se sei malato di pallavolo, le paure vanno via appena prendi a schiaffi il primo pallone. Tutto sta nella testa, nel saper affrontare l’infortunio come un avversario che mette 50 palloni a terra a partita, sconfiggere un avversario così è complicato: passa pulito 3,4,5 volte, ti attacca sui nervi, ma non bisogna mollare, prima della fine della partita devi stampargli un muro in faccia da far venir giù il palazzetto.

Ecco, succede più o meno così quando ti rompi un ginocchio. Nulla è perduto se si mette la giusta dose di cattiveria: Lucia Bosetti, dopo l’infortunio che le ha fatto saltare il mondiale italiano, ha vinto uno Scudetto e una Coppa Nazionale in Turchia. Paola Cardullo, dopo 5 mesi dall’operazione era in campo con l’Italia di Bonitta al mondiale, con ottimi risultati quando impiegata, dimostrando che a pallavolo si gioca anche e soprattutto con la testa. Quindi in bocca al lupo a Veronica, a Roberta e a tutti coloro che stanno lottando con quell’avversario da 50 punti a partita: vi vogliamo vedere in campo appena possibile!