#Preview, Beltrami: “Si vince alla fine, mai all’inizio”

Non passa una giornata di questo 71esimo Campionato di serie A1 di pallavolo femminile senza che esso ci riservi un risultato tutt’altro che scontato, una vittoria imprevedibile, una vera e propria impresa. La quarta giornata, giocata in turno infrasettimanale, ha visto la Sudtirol Bolzano spuntarla 3-2 contro la corazzata Imoco Volley Conegliano. Viene allora da chiedersi: cos’altro ci possiamo aspettare ancora? Tutte le potenziali certezze vacillano.

DSC_2721La quinta giornata si aprirà con un big match coi fiocchi, che vedrà protagoniste sabato sera Igor Gorgonzola Novara e Liu Jo Modena. Domenica si proseguirà con lo scontro tra Unendo Yamamay Busto Arsizio e una Imoco Volley Conegliano che ancora non avrà avuto tempo di leccarsi le ferite a dovere e riprendersi come si deve dallo shock. La Foppapedretti Bergamo, reduce dal turno di riposo, dovrà vedersela invece con Il Bisonte Firenze, strapazzata da Bolzano prima e Novara poi, che guarda però al botto contro Piacenza della seconda giornata. La Metalleghe Sanitars Montichiari affronterà il Club Italia, unica formazione rimasta per ora a zero punti in classifica, più per mancanza di esperienza che di capacità tecniche e grinta. La Savino Del Bene Scandicci cercherà conferme contro la Sudtirol Bolzano, senz’altro galvanizzata e più consapevole delle proprie possibilità, mentre il calendario viene chiuso dal match tra Obiettivo Risarcimento Vicenza e l’attuale capolista Nordmeccanica Piacenza. Di riposo l’altra squadra in vetta a dieci punti, ovvero la Pomì Casalmaggiore. Per questa formazione, a cui il riposo capita bene, e per le altre due impegnate in CEV Champions League, Novara e Piacenza, la prossima settimana ci sarà da affrontare un nuovo scontro europeo.

La nostra #Preview di oggi vuole allora focalizzarsi sullo scontro che aprirà il turno, dando spazio alla Liu Jo Modena di Alessandro Beltrami. Che, senza falsa modestia, non mette la sua formazione tra le favorite di questo Campionato, ma punta a giocarsela davvero con tutti. Perché mai come quest’anno è difficile fare un pronostico su quello che potrebbe essere il finale della storia.

Lo scivolone a Montichiari è finora l’unica pecca di Modena: ci racconti come ha visto e vissuto lei la partita.

È mancata la capacità di chiudere la partita nei primi due set, nei quali eravamo in vantaggio, addirittura nel secondo set con ampio margine. Sicuramente, come per anche tutte le altre squadre in questo periodo, ci sono momenti di difficoltà e situazioni in cui si subisce uno stop, è normale visto l’inizio di stagione. Non siamo stati capaci, soprattutto dopo i 20 punti, di essere cinici, di avere un atteggiamento aggressivo come all’inizio, per provare a chiudere i due set. La partita è poi scivolata via dopo una girandola di cambi, non siamo riusciti a reagire. I primi due set sono stati fondamentali per il risultato della partita.

Dopo il vittorioso test-match contro il Club Italia, adesso da affrontare c’è Novara: cosa pensa di questa squadra, per quanto ha potuto vedere fino ad adesso?

È una squadra forte, costruita per vincere, per fare meglio dell’anno scorso dove già le è mancato pochissimo per vincere tutto. Tra titolari e panchina hanno praticamente quasi due squadre titolari, sono pronti ad affrontare la Champions e il Campionato, ma sono comunque all’inizio anche loro. Qualche problemino nelle prime partite è stato evidenziato. Spero che sarà una bella partita: noi non abbiamo niente da perdere, è la nostra prima sfida a una squadra forte, una delle favorite per il titolo finale. Vediamo allora di metterci alla prova.

Sulla carta qual è la squadra che vi incute più timore?

Sicuramente non siamo noi la squadra sulla carta più forte, penso siano ben altre. In particolare due, a prescindere dai risultati delle prime giornate: Piacenza e Conegliano. Sono decisamente superiori, forse un gradino sopra alle altre che seguono, Novara e Casalmaggiore, poi Bergamo e noi. Quest’anno è un Campionato davvero equilibrato, ci sono molte squadre di alto livello e ci sarà da stare molto attenti. Non ci sono, come accadeva negli anni passati, le squadre cosiddette “materasso”; la stessa Busto è fatta da tante giovani, ma può giocare e ha giocato a pallavolo molto bene anche nelle prime giornate di Campionato. Come si è visto dai primi risultati, fin dal primo turno: Firenze è venuta da noi alla prima giornata e non è riuscita a giocare molto bene mentre invece la settimana successiva ha vinto contro Piacenza. Appena si cala un pochino, si può perdere una partita contro chiunque. È un Campionato più bello per gli spettatori, anche se più difficile per noi, perché non ci sono partite scontate.

La sua Modena di quest’anno è molto diversa da quella dell’anno scorso, e comprende la giocatrice che tutta Italia vi invidia: Valentina Diouf. Si tratta però di un’atleta che ha dimostrato, sia nei club che in Nazionale, di poter influenzare molto il rendimento dell’intera squadra, sia in positivo che in negativo. Sarà così anche nella Liu Jo?

Spero che sia così, ma in maniera positiva. Noi abbiamo provato a costruire una squadra estremamente equilibrata, proprio per non dover dipendere da nessuno. Non certo perché Valentina non sia in grado, ovviamente, ma perché quando qualcosa non va possiamo rivolgerci a un altro giocatore o a un altro tipo di gioco, variando sempre. Stiamo cercando di inserire Valentina in questo sistema e speriamo di riuscire a sfruttare al meglio tutte le sue qualità, soprattutto in attacco e a muro, che sono quelle più importanti. Questo è il periodo di rientro in forma per chi è tornato tardi dagli impegni nazionali. Valentina è molto brava e potrà sicuramente essere decisiva per noi in alcune partite, però stiamo puntando sul gruppo e sulla squadra. Ognuno avrà le sue responsabilità e ognuno farà quello che serve alla squadra per ottenere risultati.

Dopo due anni di tentativi e buoni risultati, questo per Modena può essere l’anno della consacrazione?

Il nostro obiettivo quest’anno è quello di giocarsela con tutti, cosa che abbiamo imparato benissimo a fare l’anno scorso, con ottimi risultati quali una finale di Coppa Italia combattuta e giocata alla pari con Novara. Come ho imparato io in questi anni e qui a Modena tutti l’anno scorso: si vince alla fine, non si vince mai all’inizio. Provare a giocarsela con tutti, a crescere, capire quali sono le cose che possono portarci ad ottenere risultati, non c’è molto tempo perché il Campionato è molto compresso. Per arrivare a giocarsela con tutti nella seconda parte della stagione, soprattutto quest’anno che i giochi sono molto aperti. È veramente difficile in generale fare un pronostico, bisognerà vedere in che condizioni saranno le squadre a gennaio/febbraio. Parteciperà ai playoff chi sarà più in forma, chi sarà più convinto, chi avrà più fame, chi sarà gruppo e chi giocherà meglio, sapendo che la differenza la faranno due/tre palloni e basta.

Dopo la polemica dei calendari, ora la polemica del doppio incarico squadra di club/nazionale e il presunto conflitto di interessi di Bonitta in A1. Cosa ne pensa lei?

Personalmente ho lavorato nello staff di una nazionale estera, si trattava di una federazione che non permetteva di lavorare solo lì, perché di fatto non c’erano risorse a sufficienza. In casi del genere direi che il doppio incarico è quasi obbligatorio. Ogni caso e ogni realtà vanno giudicati singolarmente. Nel caso del Club Italia non vedo problemi: il programma di crescita per le atlete, che l’anno scorso giocavano in A2 e quest’anno in A1, è giusto che venga seguito e supervisionato dal direttore tecnico della Nazionale. Comunque in Italia esistono le risorse per fare in modo che l’allenatore della Nazionale faccia solo quello. Penso che la discussione in merito stia diventando un po’ troppo generalizzata ed estrema, o è bianco o è nero. Nella realtà ci sono svariate sfaccettature, a seconda dei club e delle nazionali. Nessuno, in ambito maschile, si lamenta che Giani alleni la Slovenia e alleni a Verona, e penso che lui non potrebbe nemmeno fare altrimenti. Nel mio caso, essere nello staff di una nazionale mi ha qualificato molto, è stato come fare un master per me che volevo fare l’allenatore nella vita. Ho avuto modo di lavorare anche d’estate, vedere tante altre cose. Egoisticamente dico: mi ha fatto crescere. Non è un crimine insomma avere il doppio incarico; laddove è possibile evitarlo, come per esempio nella Federazione italiana, si segue la Nazionale e la squadra delle giovanili, e quindi in questo nostro caso non credo ci sia conflitto di interessi.

Alessandra Caccia