#Preview, Gaspari: “Torniamo ai vertici del volley”

piacenza (2)Rimangono solo quattro giornate di gare alla fine del girone di andata di questo 71esimo Campionato di volley A1 femminile. Il decimo turno si aprirà con un big match davvero da non perdere: la Liu Jo Modena ospita l’Imoco Volley Conegliano per tentare un sorpasso in classifica che potrebbe valere tanto, visto che le Pantere non hanno ancora scontato il loro turno di riposo, e quindi vantano una partita in più rispetto alle quattro avversarie di alta classifica. Per le altre grandi, niente scontri al vertice: il derby del Ticino tra Igor Gorgonzola Novara e Unendo Yamamay Busto Arsizio è quest’anno più sentito dal cuore che dai punti, vista la situazione di media fascia delle lombarde; la Pomì Casalmaggiore capolista se la dovrà invece vedere con una Savino Del Bene Scandicci a cui c’è da prestare davvero tanta attenzione quest’anno, mentre per la Nordmeccanica Piacenza c’è un sulla carta facile match casalingo con la Sudtirol Bolzano. Scontro di fascia media quello tra Metalleghe Sanitars Montichiari e Foppapedretti Bergamo, mentre Il Bisonte Firenze cerca i tre punti a casa del Club Italia per tentare l’aggancio a quota 6 in classifica. Riposa l’Obiettivo Risarcimento Vicenza.

E quest’oggi preferiamo non dilungarci in analisi varie: a farlo per noi ci ha pensato Marco Gaspari, che tutti ricordano vestito di scuro alla finale scudetto contro Busto che rese il Pala Verde il tempio della pallavolo femminile che è oggi. Adesso in panchina porta una camicia bianca ed è onorato di farlo: perché quest’anno la sua Piacenza è grande. L’avevamo già segnalata noi di Pallavoliamo come la squadra meglio attrezzata della stagione, ma lui rimane con i piedi per terra: di squadre forti in questo Campionato ce ne sono tante.

Tre sconfitte finora in Campionato, contro Firenze, Modena e Conegliano: meritate o no?
Parto dall’ultima: con Conegliano è stata meritata, per due motivi. Primo, perché Conegliano ha giocato una partita assolutamente di sostanza, è dotata di un organico eccellente e al Pala Verde è difficile per tutti giocare. Di sicuro non abbiamo fatto nulla per ridurre il loro livello di gioco, questo è fuori discussione. Molto merito a Conegliano, indipendentemente dal fatto che noi nel corso del primo set abbiamo perso Meijners, che come tutti sanno è un giocatore di riferimento soprattutto per la fase offensiva. La partita con Firenze: sconfitta meritata sì, per il numero di errori, 38, ancora me lo ricordo bene. Ci sta, nel senso che era la seconda giornata di Campionato ed eravamo insieme da dieci giorni, quindi determinate geometrie non potevano essere previste. Firenze ha giocato una partita normale, e con il numero di errori da noi commesso avremmo perso contro chiunque. Quella con Modena no, perché in tre set abbiamo giocato una bella pallavolo, nel quarto set eravamo in una situazione di svantaggio ma abbiamo recuperato, poi è successo quello che è successo: la partita era stata vinta, ma un errore arbitrale, umano e fisiologico e che bisogna accettare, ha rimesso in partita Modena. Poi nel tie break Modena ha sicuramente meritato più di Piacenza. Però quella con Modena non la considero una sconfitta che deve pesarci, anzi ci deve fare arrabbiare perché la vittoria l’avevamo conquistata sul campo. Finora, se devo essere sincero, la sconfitta più brutta sotto il punto di vista di gioco è stata quella con Conegliano.

gaspari 2Un suo collega ci ha detto che la vostra squadra si è sempre dichiarata la più forte del Campionato: è così? E chi invece delle avversarie le fa più paura?
Mi piacerebbe sapere dove il mio collega ha letto questa cosa: io non l’ho mai dichiarato, personalmente. Quando me lo chiedevano, rinunciavano, perché rispondevo che ci sono almeno sette squadre che possono puntare alla vittoria finale. Non una, sette. Non ho sentito né visto dichiarazioni del genere. Noi non siamo la squadra più forte del Campionato perché non esisterà mai tale squadra. Esisterà una squadra che giocherà meglio. Abbiamo tanti organici di sostanza: noi, Conegliano, Modena, Casalmaggiore, Novara, Bergamo, e via dicendo. Secondo me la differenza non la farà tanto l’individualità, quanto il livello di gioco di squadra. Noi quindi non siamo la squadra più forte del Campionato, siamo una squadra che ha tutti i mezzi per far bene e vincere il Campionato. Questo lo posso dire tranquillamente. A me tutte le squadre fanno paura, anche l’ultima in classifica, Firenze, visto che solo noi abbiamo perso con loro. Ma se devo dire qualcuna delle grandi, Conegliano per me ha un organico veramente forte, l’ho detto dall’inizio dell’anno. In questo momento ci aggiungo Casalmaggiore, che al di là della sconfitta con Modena ha trovato un equilibrio nel gioco veramente importante. Non voglio essere banale, ma Modena è una squadra dotata di giocatrici forti, allo stesso modo Novara, e poi il mercato di gennaio porterà ulteriori cambiamenti. La mia osservazione è che penso molto di più alla mia squadra che alle altre, perché nel momento in cui riusciremo a trovare la nostra continuità di gioco siamo una squadra che può vincere con chiunque.

Le prime cinque in classifica presentano comunque finora un andamento altalenante: è colpa delle squadre stesse o di questo Campionato?
Non è colpa di nessuno: è merito di chi affronta queste squadre. È un Campionato difficilissimo e l’anno pre-olimpico lo è sempre: in tante squadre, le nazionali sono arrivate veramente a ridosso dell’inizio del Campionato. Conegliano ha avuto le quattro americane arrivate dieci giorni prima, noi abbiamo avuto Sorokaite, Belien e Ognjenovic, e via dicendo per tutte le squadre. È un Campionato compresso, in più tre squadre hanno una “difficoltà” in più che è la competizione europea, che non dà modo di rifiatare, con tanti viaggi e tante partite. In più, a differenza degli ultimi anni, questo Campionato vede squadre con giocatrici sia giovani, sia nuove, sia esperte. Di conseguenza non ci sono più quelle partite in cui basta fare il 40-50% per vincere. L’hanno dimostrato Vicenza, Club Italia, Firenze, Bolzano: tutte le squadre giocano per vincere e la differenza, per le prime in classifica, la farà il mantenere l’intensità di gioco molto alta per tutte le gare. Questa è la difficoltà: giocando così tanto, è normale che non si riesca a mantenere in campo la stessa intensità della settimana precedente. La classifica cambierà di settimana in settimana, non si creeranno grossi tronconi per lo meno fino a gennaio.

Domenica per voi c’è proprio Bolzano: quest’anno niente squadre materasso? Come affrontate il match?
Innanzitutto, facendo la conta delle giocatrici sane: dobbiamo vedere le condizioni fisiche di Ognjenovic e Meijners che sono out. E va affrontata come abbiamo affrontato Bergamo: come se fosse una finale. Dobbiamo viverle così le partite, perché rimangono quattro partite di Campionato e la Champions, dove un’eventuale vittoria con Le Cannet ci darebbe probabilmente la qualificazione, un ottimo traguardo se il passaggio venisse raggiunto con due giornate di anticipo. Dobbiamo puntare a stare più in alto in classifica possibile, ottenere il maggior numero di punti possibili, sapendo però di non poter abbassare la guardia contro Bolzano perché ha pur sempre battuto Conegliano. È un Campionato così: è molto appassionante e avvincente, ma se ci si fa prendere da crisi di isteria o di nervi, si fa fatica. Se invece con serenità si affronta ogni gara indipendentemente dal nome dell’avversario, come se fosse il più forte del mondo, mantenendo l’intensità di gioco, allora il discorso è diverso. Questo è quello a cui punteremo nel corso di… un allenamento, non abbiamo molto tempo per prepararla.

Una domanda più personale: com’è trovarsi a battagliare con Conegliano, lei che sulla panchina di questa squadra ha fatto grandi cose? E com’è stare a Piacenza?
Conegliano per me, sportivamente parlando, è un capitolo chiuso, però è qualcosa che non può essere dimenticato. Conegliano è nata con me, non grazie a me, ma insieme. È stata costruita dal nulla, con una squadra che puntava alla salvezza e poi sappiamo tutti com’è andata. Di sicuro la società in questi anni ha investito molto di più, ha preso quello che secondo me è uno dei migliori allenatori in circolazione. Per me quella dell’anno scorso invece è stata un’esperienza particolare, sono arrivato in corsa ed era la prima volta in vita mia: non è semplicissimo. Ho voluto affrontare questa esperienza non accettando situazioni di inizio anno, perché non erano progetti che mi stimolavano. Non dal punto di vista tecnico, perché secondo me ogni allenatore deve essere stimolato dal materiale umano che ha a disposizione, ma dal punto di vista mio progettuale. Piacenza ha rivoluzionato tutto a fine anno, la società mi aveva detto che se i risultati fossero stati buoni si sarebbe cambiato per cercare di ritornare ai vertici. La squadra è molto forte, un’esperienza diversa rispetto a Conegliano, ogni società ha un suo stile, un suo modo di comportarsi. E per ogni allenatore è importante carpire tutte queste situazioni per poi portarsele nel proprio bagaglio personale. Sono onorato di stare a Piacenza, che negli ultimi anni ha conquistato tanti titoli nonostante una storia non longeva come per esempio quella di Bergamo. Vorrei cercare di entrare anche io nell’albo della società, con tante responsabilità: ma se noi allenatori non sopportiamo responsabilità e pressioni, allora è inutile fare il nostro lavoro. Viviamo per arrivare al top, e questo equivale a pressione, stress e gestione di grandi giocatori.

Sarebbe banale chiederle quali sono i vostri obiettivi di Campionato, ma per quanto riguarda la Champions?
In Campionato puntiamo ad arrivare il più in alto possibile e cercare di vincere il possibile, perché la squadra ha i mezzi per farlo. Questo non vuol dire che si vinca in automatico o che noi siamo i più forti. Tutte le squadre puntano a quello comunque. Gli obiettivi di Piacenza sono tornare ai vertici della pallavolo italiana e allungare il più possibile l’esperienza europea, sapendo che lì ci sono però super-potenze turche, polacche, russe, che obiettivamente hanno capitali diversi da quelli italiani e giocatrici di grande spessore. Lì pensiamo a passare il turno. E poi a passare di nuovo il turno. E poi dipenderà anche dalla fortuna rispetto agli avversari da affrontare. Senza mollare a priori: Busto l’anno scorso ha insegnato che con bravura, merito e un certo sorteggio, si può arrivare lontano.

Alessandra Caccia