#Preview, Lavarini: “Cerchiamo identità di gioco”

bergamo 1Dodici squadre di nuovo a caccia di tre punti: sabato 12 dicembre scatta l’undicesima giornata del 71esimo Campionato di volley femminile serie A1 con il “freddo” anticipo tra Sudtirol Bolzano e Liu Jo Modena in terra altoatesina. Per la neo-promossa si tratta della penultima possibilità di approfittare del fattore campo per raggranellare punti; per le ragazze di Beltrami è l’occasione di consolidare il rendimento costante ritrovato e approfittare dello scontro diretto Pomì Casalmaggiore-Nordmeccanica Piacenza per cercare di agganciare una delle due formazioni a 20 punti in classifica. Per l’Imoco Volley Conegliano c’è la prova Savino Del Bene Scandicci, che zitta zitta si attesta alla sesta posizione in classifica, ad un solo punto di distanza da Modena. Dopo la sconfitta 3-2 con Montichiari, è riuscita a portare al tie break sia Novara che Casalmaggiore, spuntando anche la vittoria contro la seconda. Per la Metalleghe Sanitars c’è il match contro l’ancora in difficoltà Bisonte Firenze, l’Obiettivo Risarcimento Vicenza se la deve vedere con l’ormai lanciato Club Italia, mentre riposa la Unendo Yamamay Busto Arsizio.

Per la tanto criticata capolista Igor Gorgonzola Novara, strapazzata nella coppa europea dal Sopot, c’è la trasferta contro la Foppapedretti Bergamo, una formazione che finora ha incontrato diverse difficoltà, ma che di sicuro non manca delle potenzialità per fare male a tutte le avversarie. Con quattro super campionesse in squadra (Leo Lo Bianco, Katarina Barun, Paola Cardullo e Paola Paggi) e alcune delle giovani più promettenti della nostra pallavolo, è una delle squadre che saprà venire fuori sulla lunga distanza. Abbiamo quindi intervistato l’allenatore, Stefano Lavarini, a poche ore dalla cruciale partita di Champions League per le loro avversarie di domenica. E, ancora ignaro del risultato, ecco quello che ci ha raccontato.

lavarini 15-16 2Partiamo da un piccolo bilancio di queste prime dieci giornate: un andamento altalenante e due partite su tre di quelle rimaste da affrontare di peso. Come affrontate la situazione?
Innanzitutto penso che tutt’e tre le partite che rimangono siano di peso, perché oltre al valore di Modena e Novara, Bolzano in casa è stata capace di togliere punti a Conegliano, di conseguenza anche se ultimamente a questa squadra è venuto a mancare il risultato, penso che per noi questa gara sia da equiparare alle altre. Per quanto riguarda l’andamento della nostra squadra, è abbastanza palese che stiamo affrontando un momento di difficoltà dopo l’inizio, nelle prime due gare abbiamo incontrato subito due squadre molto più pronte e rodate, facendo comunque vedere anche per lunghi tratti un buon gioco. Non siamo riusciti a fare il risultato ma eravamo consapevoli delle nostre possibilità. Quindi abbiamo trovato tre vittorie convincenti, con Scandicci, Firenze e Busto Arsizio, e poi purtroppo dalla partita con Vicenza in poi abbiamo attraversato una grossa crisi di gioco e di risultato. Abbiamo commesso tantissimi errori, abbiamo perso sicurezza su tutte le componenti del gioco, quindi le sicurezze acquisite con quelle tre gare convincenti si sono poco sedimentate e alla prima difficoltà, a partire dagli errori, abbiamo trascinato verso il basso le prestazioni nei singoli fondamentali. Nell’ultima gara contro Montichiari abbiamo riacquistato un po’ di fiducia, con una prestazione abbastanza convincente, e da quella speriamo di ripartire per svoltare. Non è una sola partita che ci fa dire di essere nel pieno controllo delle nostre capacità di gioco, così come non è un avvio così faticoso che ci fa disperare: dobbiamo lavorare parecchio, perché abbiamo visto già da queste prime dieci giornate che quello che abbiamo fatto finora non è sufficiente.

Domenica per voi c’è Novara, che nonostante tutte le critiche è in testa alla classifica. Come vi preparate al match? E quanto potrebbe pesare sulla partita un loro eventuale risultato negativo in Champions League?
Noi ci stiamo preparando come ci prepariamo sempre, con una gran parte della settimana in cui ci dedichiamo più a noi che non all’avversario, che studiamo per applicare le dovute contromisure. Ma penso che il grosso del lavoro in questo momento sia sulla nostra squadra e sulla nostra capacità di gioco: il 60-70% del nostro lavoro è volto a costruire maggiori garanzie nel nostro gioco. Novara ha avuto parecchie critiche e qualche problema di nervosismo, ma non si è riflesso per forza sull’andamento del Campionato, visto che è prima in classifica. È una conferma della qualità della squadra, ed è innegabile che Novara sia una delle pretendenti al titolo insieme alle squadre che magari le sono state messe davanti sulla carta, la realtà dei fatti è che Novara sta combattendo con grande qualità. Pertanto credo che sia abbastanza indipendente dalla Champions quello che farà Novara in Campionato, perché anche in occasione dei momenti più critici per loro qualche settimana fa, sono stati capaci di ribaltare la situazione e riproporsi con degli ottimi risultati. Per questo credo che la Champions sia una cosa a sé, senza dubbio importante per loro, ma che non dice nulla di quello che può succedere domenica in una gara di Campionato, dove loro stanno viaggiando a vele spiegate.

Hanno suscitato molte polemiche in questi giorni le parole scritte su Facebook da Francesca Piccinini a proposito delle giovani leve, troppo perse dietro allo smartphone e poco inclini a imparare dalle compagne di esperienza. La sua squadra è un esempio di mix tra quattro atlete di peso e tantissime giovani: come vede il rapporto che si è venuto a creare?
leo plakIo nella mia squadra vedo un discreto equilibrio, nel senso che vedo le grandi particolarmente disponibili verso le giovani, e vedo le giovani (con le dovute differenze) cercare di prendere più esempio possibile, per quanto riguarda per esempio la professionalità, dalle atlete più esperte. Ritengo che ci sia un’indubbia differenza generazionale, che coinvolge non soltanto lo sport, ma un po’ tutti i campi della vita, e credo come in tutte le cose non ci sia solo il bianco e il nero. La sfumatura è che il modo in cui siamo cresciuti noi di una generazione precedente è assolutamente differente da quello in cui sono cresciute le ragazze che sono giovani oggi, il contesto sociale in cui vivono è completamente diverso. Penso che l’educazione e il modo in cui abbiamo imparato a lavorare noi dà conferma di essere stato molto efficace, visto che molti esponenti della vecchia guardia sono ancora ad altissimo livello oggi e questo è un segnale che qualcosa di importante nella loro maturazione e crescita è stato fatto. Che le giovani debbano prendere esageratamente esempio da questi modelli… c’è da dire che le giovani sono giovani e vivono il momento mentale dell’essere giovani. Una generazione fa era tutto diverso, però bisogna anche provare a tornare un po’ con la mente a come si era quando si era giovani, anche chi adesso è un pochino più maturo. Devono fare, disfare, sbagliare, non sbagliare, sia nei comportamenti che nel gioco, in funzione del fatto che sono giovani. Alcune cose mi sembra che siano comprensibili, c’è sì l’urgenza di farle maturare in fretta ma… sono giovani. Nella mia squadra vedo differenze marcate, ma vedo che sia gli esponenti della vecchia guardia sia quelli della nuova stanno andando verso un obiettivo comune, apportando ognuno il suo contributo, non vedo difficoltà di relazione o situazioni esasperate.

Quali sono allora, per chiudere, gli obiettivi di Bergamo quest’anno?
Penso che sia doveroso nella nostra condizione relazionarci semplicemente a quello che succede ogni fine settimana. In questo momento dobbiamo trovare innanzitutto un’identità di gioco, una stabilità, e per quello che abbiamo dimostrato sul campo finora è difficile sparare altre previsioni. Dobbiamo lavorare nel presente e cercare di consolidare le nostre qualità. Da lì in poi è indubbio che siamo alla ricerca della migliore e più accelerata crescita possibile per dire la nostra contro tutti gli avversari, come credo abbiamo la possibilità di fare.

Alessandra Caccia