#Preview, Mencarelli: “Play-off obiettivo minimo”

_DSC2373Dodicesima giornata di gare tutte in contemporanea di sabato sera, per accelerare i tempi e chiudere il girone di andata del 71esimo Campionato di pallavolo femminile serie A1 prima dell’inizio delle feste natalizie. Non tanto per fare l’albero e scartare i regali, quanto piuttosto perché all’inizio di gennaio le nazionali saranno impegnate nel torneo di qualificazione alle Olimpiadi di Rio 2016, ticket che le nostre Azzurre non sono ancora riuscite a staccare. Ancora sei punti in palio per questo Campionato, allora, e poi tutti ad Ankara a giocarci… i Giochi.

Il big match di questo sabato sera è quello che andrà in scena all’ormai ex Pala Terdoppio tra Igor Gorgonzola Novara e Nordmeccanica Piacenza. Il tie break contro Bergamo dell’undicesima giornata ha fatto perdere alle piemontesi il primato in classifica; hanno però guadagnato un nuovo allenatore: non si sa se la stizza per i magri risultati in Champions League o proprio quel 3-2 di troppo contro una squadra comunque di media fascia ha portato la società ad esonerare il Professore, Luciano Pedullà, per un ritorno nel Campionato italiano di Marco Fenoglio. Per Piacenza, dopo il 3-1 contro Casalmaggiore, ci vuole decisamente un cambio di passo. Non ci sono dubbi che questa sarà la partita più interessante del tabellone. Per quanto riguarda le altre, l’Imoco Volley Conegliano è inevitabilmente destinato a perdere il primato in classifica a causa del turno di riposo. Per la Pomì Casalmaggiore c’è invece il match in casa contro Il Bisonte Firenze, che sulla carta non dovrebbe minimamente preoccupare; tra le altre grandi, la Liu Jo Modena, che se ne va a Bergamo per trovare consacrazioni contro la Foppapedretti. La sorniona sesta in classifica Savino Del Bene Scandicci se la gioca in casa contro l’Obiettivo Risarcimento Vicenza, mentre la Metalleghe Sanitars Montichiari va a caccia di punti contro una Sudtirol Bolzano che ha dimostrato sabato scorso di saper tenere testa anche a Modena, pur senza raggiungere risultati concreti in termini di vittoria finale.

IMG_1722Ma la partita a cui vogliamo dedicarci oggi è lo scontro nello scontro, la partita fra le due squadre che, di fatto, sabato sera giocheranno entrambe in casa. E bisognerà vedere se gli Amici delle Farfalle riusciranno come sempre a incitare la loro formazione più forte di tutti: la Unendo Yamamay Busto Arsizio gioca contro il Club Italia, con cui condivide il Pala Yamamay. Guidata da un allenatore, Marco Mencarelli, che la sua carriera l’ha fatta proprio in Nazionale e nel vivaio giovanile, arrivando con le Azzurrine a conquistare addirittura l’ultimo titolo mondiale. Lui, che di giovani se ne intende, è alla guida di una squadra poco esperta, ma molto grintosa: anche quest’anno la Unendo Yamamay Busto Arsizio saprà senz’altro dire la sua sulla lunga distanza.

Partiamo come di consueto da un piccolo bilancio di quanto fatto finora: è soddisfatto del risultato o si poteva fare di più in questo girone di andata?
Sono soddisfatto: in questo momento possiamo dire di aver svolto il nostro compito. Siamo in una situazione che definirei senza lode e senza infamia, nel senso che per quello che sono i nostri scontri diretti, possiamo recriminare di non aver fatto qualche punto nella sfida casalinga con Montichiari, ma compensiamo con una vittoria contro Conegliano, se guardiamo alla mera matematica. Potevamo fare qualcosa di meglio sicuramente per quanto riguarda alcune prestazioni, in altri momenti siamo riusciti come squadra a trovare degli spunti. Da un lato, abbiamo commesso delle ingenuità, dall’altro sono stati degli spunti per migliorare e non ripetere gli errori. Quindi sono molto contento per la squadra, per come reagisce e per come sta andando la stagione, perché chiaramente da ogni aspetto negativo che ha caratterizzato alcuni risultati abbiamo tratto indicazioni per migliorare il nostro gioco. E devo riconoscere che le banalità che abbiamo commesso nelle varie gare, poi non si sono ripetute, quindi vuole dire che qualcosa abbiamo poi messo a posto.

Veniamo allora alla partita di sabato sera, che per tutti voi ha un sapore particolare. Come vi preparate?
Affrontiamo la partita come tutte le altre, come tutti gli scontri diretti, e quindi con tutte le attenzioni che le ragazze del Club Italia meritano, stanno facendo veramente bene anche in questa esperienza di A1. È una squadra in grossa crescita, con talenti straordinari, una squadra che non si può in alcun modo sottovalutare da nessun punto di vista. Estrema attenzione e cura del dettaglio nei confronti di questa partita, ma senza dimenticare il fatto che anche noi stiamo crescendo e quindi dobbiamo guardare a quei passi avanti che facciamo di volta in volta noi e che prescindono dall’avversario di turno.

IMG_1759Lei ci sa fare con le giovani e non è un caso che la sua prima vera squadra di club sia una Unendo Yamamay Busto Arsizio in cui la giocatrice più vecchia ha 27 anni. Com’è lavorare con questo gruppo?
Oltre all’essere giovani dal punto di vista anagrafico, malgrado sia comunque un’età media che noi allenatori collochiamo nella fascia di massima prestazione nella carriera di una giocatrice di pallavolo, diciamo che la caratteristica principale della squadra è piuttosto la poca reale esperienza di gioco in serie A. Ad un allenatore come me, la carenza di esperienza nella massima serie torna utile in termini di entusiasmo e grande spinta motivazionale. Tante giocatrici hanno fatto l’A1 ma non da titolari, tante giocatrici non hanno mai fatto l’A1 e abbiamo giocatrici straniere che si cimentano per la prima volta nel nostro Campionato. Se mettiamo insieme tutte queste cose, troviamo una squadra che ha uno stimolo motivazionale nei confronti di questa opportunità, cosa che rende la squadra estremamente stimolante anche per quanto riguarda me. Sono veramente molto contento di questa esperienza, di come ci stiamo preparando e di come stiamo affrontando la programmazione annuale, nonché del supporto della tifoseria. A me personalmente gratifica in maniera particolare.

Ma quali potrebbero essere gli obiettivi di Busto Arsizio, considerando che una squadra così “libro bianco” potrebbe venire fuori sulla lunga distanza?
Io parlo sempre di obiettivo minimo, e l’obiettivo minimo per noi è entrare nei playoff, per diversi motivi: innanzitutto perché appunto potremmo venire fuori sulla lunga distanza, una squadra con queste caratteristiche tende a trovare la continuità che serve nel nostro Campionato più in là. Si pensa così di poter rubare punti a squadre importanti. I playoff poi sono quasi un torneo a sé, dal punto di vista motivazionale e mentale, ed entrarci darebbe una spinta a queste ragazze che di esperienza di A1 ne hanno relativamente poca. Una volta data continuità al gioco si pensa di poter affrontare partita su partita senza avere timore degli avversari e, avendo un po’ meno riverenza, fare qualcosina in più. Riverenza che adesso non vedo, perché siamo molto attenti a noi, molto introspettivi in questo momento nell’analisi delle partite che abbiamo giocato fino ad adesso e molto attenti a risolvere le nostre problematiche, lo sguardo all’avversario è sempre uno sguardo tattico. Pur nelle sconfitte contro avversari di altissimo livello siamo riusciti a combattere alcuni set punto a punto, perdendo nel finale ma dimostrando un equilibrio incoraggiante per il nostro cammino.

IMG_1786Le chiedo allora di commentare la polemica di Francesca Piccinini sulle nuove leve che ha tenuto banco nei giorni scorsi, lei che con le giovani ha avuto sempre molto a che fare.
Atteggiamenti come quelli da lei denunciati in linea di massima si vedono, ma per quella che è la mia esperienza sono più frutto di alcune individualità. In ogni generazione ci sono ragazze con poco rispetto per chi ha più esperienza, sono atteggiamenti che ho sempre constatato, ma alla fine c’è un fattore che rimette tutto in sesto: la competizione, che porta a sviluppare dei valori e che finisce per diffondere meccanismi meritocratici. Soprattutto la competizione all’italiana, che mette tutti contro tutti e si protrae per un tempo lungo, è veramente lo specchio dei valori che ci sono in campo. Questo aspetto fa sì che le giovani che arrivano a militare e a competere contro le squadre esperte fatte di grandi campioni, possiedono dei valori anche morali, non solo tecnici e tattici. Gli aspetti che Francesca denuncia li condivido, ma non li generalizzo alle giovani di oggi in toto; li attribuisco a delle individualità che si possono riscontrare in tutte le generazioni. Generalizzare è ingiusto nei confronti di chi invece ha delle spinte motivazionali e delle caratteristiche che le hanno fatte grandi, proprio come Francesca, che ho avuto la fortuna di conoscere in Nazionale, fin dall’inizio e per tanti anni.

 

Alessandra Caccia

foto Max Ciuba