#Preview, Rossetto: “Diamo fiducia agli allenatori”

IGOR_MONITICHIARI_0258Gli animi del 71esimo Campionato di serie A1 di volley femminile sono già tumultuosi: il giro di boa del girone di andata costituito dalla settima giornata di gare ha visto infatti vacillare definitivamente il rendimento di alcune formazioni, che attraversano un periodo di difficoltà e insoddisfazione. Il caso più eclatante, che sta facendo discutere in questi giorni, è quello della Igor Gorgonzola Novara, reduce da due clamorose sconfitte (tra le quali è difficile scegliere la più clamorosa: lo 0-3 senza grinta contro l’eterna rivale Casalmaggiore o la sconfitta al tie break in casa con l’abbordabilissima Montichiari?), subito bissate da un tonfo in Champions League che rischia ormai di compromettere le sorti della squadra nella competizione europea. Con un allenatore a forte rischio esonero e una palleggiatrice in crisi nera su cui forse la società ha puntato troppo, facendola affiancare da una giovane proveniente dalla B1 ma senza una reale sostituta di livello, Novara cercherà di risollevare la testa tra le mura amiche del Pala Igor. Ma l’avversaria è di quelle che farebbero tremare chiunque: le Pantere dell’Imoco Volley Conegliano di sicuro non ci staranno a tornarsene a casa a bocca asciutta, soprattutto dopo il secco trionfo contro la diretta avversaria Piacenza.

NV_Lecannet_BZ6V8657-2La Nordmeccanica sarà di riposo in questa ottava giornata di gare, anche se ci sentiamo di mettere la formazione nel novero di coloro che stanno attraversando un momento di crisi: quattro partite vinte su sette disputate non sono un bottino di cui andare fieri, per questa società che punta dichiaratamente e apertamente al titolo finale. Dopo un ottimo risultato in Champions, Piacenza utilizzerà questo stop per ritrovare continuità anche in Campionato, dopo le due sconfitte consecutive inanellate. Tra le deluse di queste prime sette giornate, anche Il Bisonte Firenze, a soli tre punti e ultima in classifica, che cercherà un difficile riscatto in casa contro la Unendo Yamamay Busto Arsizio dopo il ko contro le toscane di Scandicci. E se Busto può forse gioire di una serie di risultati abbastanza preventivabili quest’anno, la Savino Del Bene gioisce nel trovarsi nella fascia alta del Campionato e affronta serena la Metalleghe Sanitars Montichiari, finora invece abbastanza sottotono. Per la Foppapedretti Bergamo, a cui i magri nove punti raggranellati devono stare abbastanza stretti, c’è la trasferta alla corte del Club Italia, che ha trovato finalmente la prima vittoria di serie A1 contro la neo-promossa Bolzano. La Sudtirol rinnoverà invece in questa giornata lo storico scontro con una galvanizzata Obiettivo Risarcimento Vicenza, reduce dalla vittoria proprio contro le bergamasche. Chiude il tabellone di gare la sfida della sontuosa (anche in ambito europeo) Pomì Casalmaggiore a una Liu Jo Modena che sembra finalmente aver trovato la sua dimensione.

_DSC8517Ed è proprio al match tra Vicenza e Bolzano, che si ritrovano l’una contro l’altra anche in questa serie A1, che vogliamo dare spazio questa settimana. Dalla viva voce di Delio Rossetto, l’allenatore-manager, che porta un messaggio di speranza proprio a tutti gli allenatori che, al momento, rischiano la panchina.

Esordio sfortunato contro le grandi, poi avete iniziato a macinare punti: qual è il bilancio di questo primo quarto di Campionato?
Abbiamo avuto scontri diretti fuori casa, abbiamo raggranellato qualche punto con Montichiari e a San Casciano-Firenze, mentre contro Busto Arsizio nel turno infrasettimanale abbiamo avuto una brutta prestazione che non ha scusanti, se non quella di non essere abituati a tenere il ritmo su questi tipi di impegni. L’ultima in casa contro una squadra che non è di prima fascia, ma che sta comunque a ridosso delle big, ovvero Bergamo: lì siamo riusciti a portare a casa i punti. Il bilancio in questo momento ci vede molto positivi, nel senso che non potevamo fare molto di più.

Attualmente siete noni in classifica e davanti a formazioni che forse sulla carta ci si sarebbe aspettati di vedere davanti a voi. Ma alla luce di questi primi e parziali risultati, quali possono essere i vostri obiettivi di stagione?
Il primo obiettivo, con grande umiltà, è quello di riuscire a mantenere la categoria, questa A1 che ci vede all’esordio, con tutto da imparare sia per quanto riguarda l’esperienza di tipo tecnico-tattico, sia per la società che si affaccia alla massima serie. Questo è il nostro primo obiettivo, ma quando abbiamo costruito la squadra (e di solito ci riusciamo abbastanza bene) abbiamo preso delle giocatrici che sono motivate, giovani quel tanto che basta e talentuose, per quello che potrebbe essere in prospettiva un risultato che nella migliore delle ipotesi vorrebbe una salvezza buona, che vorrebbe dire accedere ai playoff.

In vista soprattutto di quello che stanno facendo le altre squadre ricomprese nella vostra fascia, i playoff sono un risultato pretenzioso o un traguardo abbordabile?
Il risultato è abbordabile, lo possiamo fare. Poi non tutto va secondo le nostre aspettative, ci vuole fortuna dal punto di vista fisico perché le giocatrici non si facciano male, ci vuole la chimica di un gruppo che si deve cementare perché molto eterogeneo, ho cambiato nove dodicesimi di squadra rispetto alla scorsa stagione. Con problemi anche di lingua e comunicazione quest’anno [ride, ndr], con tre serbe, una belga, un’americana e una bulgara, forse qualcosa di eterogeneo c’è se non altro nella cultura delle persone. Però i presupposti per fare bene ci sono e cercheremo quindi di attuare i nostri propositi e di arrivare a questi benedetti playoff. È chiaro che al momento, guardando alle squadre che stanno sotto di noi e che ritengo attrezzate per poter disputare un livello superiore, per esempio Montichiari o San Casciano che si trova in una posizione in classifica non consona (con qualche problema di ordine tecnico, ma risolvibile)… Queste due formazioni verranno a trovarci al ritorno: abbiamo affrontato gli scontri diretti in trasferta, non è un brutto viatico per l’andamento della seconda parte di stagione.

_DSC8553Lei è rimasto sulla panchina di una squadra completamente rinnovata rispetto all’anno scorso, con una società che le ha dato incondizionata fiducia. Cosa vorrebbe dire agli allenatori che invece in questo momento sembrano già rischiare la panchina?
Io sono un allenatore atipico: ho preso in mano quattro anni fa la squadra che si trovava in B1, dopo aver esonerato l’allenatore con la società, visto il mio ruolo allora di direttore sportivo. L’allenatore non si confaceva alle aspettative di rendimento della società. Mi sono rimesso ad allenare dopo tanti anni, avevo deciso di mettere i remi in barca ma li ho ripresi in mano. Sono un allenatore, quindi, ma non solo: la squadra la faccio con il Presidente, scelgo le giocatrici e insieme componiamo la rosa. Di conseguenza, se sbaglio sono il primo ad aver sbagliato insieme al Presidente, e non troviamo scuse. In merito agli allenatori che al momento stanno rischiando la panchina, per prima cosa dovrebbero essere i dirigenti a farsi un esame di coscienza. Vedo molte rose che più che essere composte sui consigli degli allenatori, vengono composte sui consigli dei procuratori, e talvolta gli obiettivi di una società mal si conciliano con quelli di un procuratore. Dove arriva la colpa di un allenatore, e dove invece quella del dirigente che si affida a quel tal allenatore o procuratore? Spezzo una lancia a favore dei tecnici, che talvolta sono bistrattati nel loro ruolo e non viene resa giustizia alla loro qualifica. Questo è il messaggio che mi sento di dare: proverei a dare loro fiducia e a supportare gli allenatori nella gestione di un gruppo che a volte per le bizze di qualcuno si disgrega come neve al sole.

Chiudiamo allora dando uno sguardo alla partita che vi aspetta domenica, la trasferta fredda del Campionato, l’eterno scontro con Bolzano. Come vi preparate a questa sfida? E tra le altre squadre, chi vi fa più paura?
A me tutte le squadre fanno paura: più la squadra è abbordabile, più la partita diventa difficile. Perché non puoi sbagliare. Di conseguenza, cerco di osservare sempre il massimo dell’attenzione e curare i minimi dettagli, non trascurare niente, per dire: “Bene, la mia coscienza è a posto, ho fatto tutto quello che potevo”. Guai a fare diversamente. La trasferta di Bolzano è ormai storica per noi, perché ce li ritroviamo sempre: dalla B1 fino all’A1. Abbiamo avuto un percorso comune. E sono sempre stati scontri finiti al tie break, quindi sarà una trasferta come si suol dire infinita. La partita si preannuncia lunga: potrebbe essere un 3-2 per noi, per loro, come potrebbe benissimo essere un altro risultato. Io vorrei riuscire a portare a casa qualche punto, sicuramente loro faranno altrettanto. Il loro allenatore Bonafede, che stimo moltissimo, saprà dare alle ragazze la giusta carica per prepararle nel migliore dei modi ad affrontarci. Ma io farò altrettanto. E che vinca il migliore, come sempre si dice.

 

Alessandra Caccia