#Preview, Sansonna: “Concentrate sull’obiettivo più importante”

D3S_7491Ancora scontri diretti davvero “big” in questa ottava giornata di ritorno del 71esimo Campionato di serie A1 di volley femminile, e la favorita di turno potrebbe essere la capolista. L’Imoco Volley Conegliano, infatti, approfittando del riposo della diretta avversaria Nordmeccanica Piacenza, potrebbe balzare a ben +7 dalla seconda in classifica in caso di vittoria piena. Lo scontro sarà sicuramente impegnativo: la partita in casa con la Igor Gorgonzola Novara non sarà una passeggiata, considerato che già all’andata era finita a favore delle novaresi, ma sicuramente non impossibile visti i recenti risultati della formazione piemontese. L’altro match da tenere sott’occhio è Pomì Casalmaggiore-Liu Jo Modena: per le emiliane, una non facile vittoria secca potrebbe significare l’aggancio in classifica a quota 40 punti, dove le casalasche si trovano a pari punti proprio con Novara.

Nella fascia bassa della classifica, Il Bisonte Firenze dovrà provare a strappare qualche punto a una Unendo Yamamay Busto Arsizio molto forte in casa propria, mentre l’Obiettivo Risarcimento Vicenza cercherà di tenere alla larga sia il Club Italia sia la zona retrocessione ospitando in casa la Sudtirol Bolzano, allo stesso modo a caccia di preziosi punti in questo match-salvezza. Continua il testa a testa di centro classifica tra Foppapedretti Bergamo e Savino Del Bene Scandicci: la prima se la dovrà vedere con le Azzurrine, appunto, mentre la seconda affronterà l’agguerrita Metalleghe Sanitars Montichiari, che in caso di vittoria potrebbe sperare di allungare sulle Farfalle e rientrare in corsa per un settimo posto in classifica. Insomma, non avremo di che annoiarci neanche in questa ottava giornata di gare.

IGOR_POMI_0775Occhi puntati allora sullo scontro Conegliano-Novara. Le piemontesi di Marco Fenoglio fanno registrare di fatto una sola sconfitta in questo girone di ritorno di Campionato, quella contro Modena, ma hanno visto ridursi drasticamente le competizioni a cui partecipare. L’eliminazione dalla Coppa Italia, dalla Champions League prima e dalla Coppa CEV questa settimana, mettono di fatto la Igor Gorgonzola nelle medesime condizioni di Conegliano: avere un solo obiettivo da centrare e sul quale concentrarsi. Ma il terreno da recuperare è tanto. E il bilancio, nonostante con Stefania Sansonna in questa #Preview si parli di palle “incriminate” e problemi in via di risoluzione, non può davvero essere positivo. Soprattutto mentre Piacenza fa faville in Europa e vola ai playoff-6.

Non è un bel periodo, le sconfitte recenti sono davvero tante: il disastro della Coppa Italia, l’eliminazione da entrambe le coppe europee, qualche scivolone in Campionato. Cosa vi sta succedendo?
Wow, vista così è una stagione che sembra finita. In realtà abbiamo avuto tantissime difficoltà, durante tutto l’anno: il cambio di allenatore, quindi un cambio del metodo, abbiamo avuto diversi infortuni nel reparto centrali, abbiamo avuto un lutto comunque importantissimo che ha destabilizzato tutto il gruppo, e poi ci sono varie responsabilità. C’è da dire che questa squadra, nonostante la sconfitta in CEV, penso che si sia davvero unita, che ci sia davvero la possibilità di fare bene, in quanto comincia ad avere un sestetto base. Anche in quello, con i nuovi arrivi e le nuove partenze, siamo state penalizzate tutto l’anno: non abbiamo mai avuto le sei titolari, le sette titolari. Per quanto riguarda il discorso coppe europee, non abbiamo brillato sicuramente nelle nostre prestazioni. È vero anche che soffriamo parecchio il cambio di questa palla: noi non giochiamo mai con questa palla, la soffriamo tantissimo nei fondamentali di ricezione, di difesa. E questo è un dato di fatto, che vale per tutte le squadre.

IGOR_MONITICHIARI_0644Casalmaggiore e Piacenza, però, hanno vinto e continuano a vincere in Europa: forse quando si gioca bene, la palla conta poco. Per quanto vi riguarda, c’è dietro una questione motivazionale, psicologica?
No, non è questo. Quando tu sei soggetta a continui cambiamenti, non hai continuità e la squadra non ha identità. Questo è quanto. I cambiamenti sono di giocatrici che vanno e vengono, di allenatore che si cambia, dal venire da una sconfitta e dall’aver perso uno Scudetto la scorsa estate, che anziché lasciarci alle spalle ci siamo portati tutti dietro come un fardello. Quando fai bene in Campionato sembra normale, quando invece non è normale fare bene. E quando fai male, sembra una catastrofe, anche se far male fa anche parte del gioco.

Com’è stato allora il cambio di allenatore: ci voleva una scossa? Senza dare giudizi sul prima e dopo.
Questo allenatore non è né meglio né peggio di quello che c’era prima, è semplicemente diverso. Sicuramente ci voleva un cambio di allenatore, perché comunque la squadra aveva bisogno di lavorare in maniera diversa, aveva bisogno di lavorare con un atteggiamento in palestra diverso. Non siamo mai state tranquille proprio per il fatto di aver perso lo Scudetto dell’anno scorso con Pedullà: noi durante tutto quest’anno non riuscivamo mai a lavorare tranquille, perché ti porti sempre dietro il fardello di quello che non hai fatto. Qualunque cosa fai non va mai bene perché intanto lo Scudetto l’hai perso. Il cambiamento di allenatore è stato positivo per tanti aspetti, per altri vedremo dove ci porta.

Ha fatto discutere il fatto che la società abbia di fatto cambiato un allenatore quando le cose stavano andando bene, stavate vincendo tutto sommato. Non era così?
La società ha fatto quello che ha ritenuto più opportuno e più giusto fare, di conseguenza le critiche ci stanno comunque. La società era criticata nel tenere l’allenatore, la società è criticata nel momento in cui lo manda via. Penso che ad un certo punto, una società esperta come Novara e con il rapporto che aveva con Luciano Pedullà, prima di arrivare a una decisione del genere ha sicuramente vagliato tutte le possibilità. Fino ad arrivare a questo punto: quando non c’è fiducia, è inutile continuare a lavorare.

IGOR_MONITICHIARI_0759E la partita contro Bergamo in Coppa Italia? È andata storta fin dall’inizio… Come mai?
Noi quella partita non l’abbiamo proprio giocata! Le motivazioni sono tante, riguardano lo spogliatoio, il gruppo, lo staff e la squadra. A cominciare dal giorno dopo abbiamo lavorato cambiando sicuramente alcune cose. Posso solo dire che personalmente, potessi rigiocare quella partita oggi, lo rifarei, ma non è così. Nello sport ci sono partite dirette dove, se non sei pronto, questo lo paghi. Non posso dire che abbiamo fatto una brutta partita, perché noi la partita non l’abbiamo proprio giocata. Non abbiamo giustificazioni, può succedere. Possiamo solo guardare avanti.

Domenica c’è una trasferta con Conegliano, che per loro potrebbe significare un allungo su tutte le avversarie. Secondo te sono loro le favorite quest’anno? Come affronterete la partita?
Conegliano è una squadra che può giocare molto bene, è una squadra che nei momenti decisivi, alla lunga e nei tie break si perde un po’, ma di fatto è una delle squadre sulla carta più forti del Campionato. Affrontiamo questa partita penso con una marcia in più: anche se il dato di fatto è che siamo uscite dalla Coppa CEV, è vero anche che la partita noi l’abbiamo vinta 3-1 contro l’Azeryol e che il golden set, che è un terno al lotto, l’abbiamo perso 15-13. Noi abbiamo fatto tutto il possibile, giocando bene, giocando male, facendo degli errori, non è quello… Però abbiamo fatto tutto il possibile, questa squadra ci ha messo tantissimo cuore. Penso che sarà una bellissima partita, una partita tosta, però questa squadra sta ingranando la marcia giusta.

Quali sono a questo punto i vostri obiettivi? Seppur solo per il Campionato?
Non so perché quel “solo”. Fare delle finali Scudetto non è soltanto l’unico obiettivo rimasto, ma era dall’inizio dell’anno l’obiettivo principale. E quindi stiamo andando in quella direzione. Abbiamo almeno in questo momento la tranquillità di non avere mille trasferte in giro per l’Europa e di poterci concentrare su di noi, sul nostro lavoro e su questo finale di Campionato.

Alessandra Caccia