“Siamo tutti cittì”: il commento di Marco Bonitta

bonitta-sondaggioAbbiamo commentato i risultati di “Siamo tutti cittì”, il sondaggio proposto ai nostri lettori sulle prossime atlete da schierare in maglia azzurra, con Marco Bonitta, il nuovo allenatore della nazionale italiana di volley femminile, che guiderà le azzurre dall’ormai vicinissimo Mondiale che si giocherà in sei città italiane.

Questo il sestetto più votato da voi lettori:

Leo Lo Bianco – Valentina Diouf
Francesca Piccinini – Lucia Bosetti
Valentina Arrighetti – Jenny Barazza
Enrica Merlo (L)

Ed ecco l’intervista che da qui è nata con chi avrà l’onore e l’onere di creare la nuova nazionale di volley femminile.

Mister Bonitta, la squadra preferita dai lettori di Pallavoliamo.it tra le giocatrici che il pubblico considera le italiane più in forma o le più performanti a livello internazionale, è un mix tra giovani ed esperte. L’età anagrafica può avere un peso specifico considerevole quando si prepara o si gioca un Mondiale?

L’età anagrafica non conta praticamente nulla in un evento singolo, e molto vicino nel tempo, come il Mondiale che giocheremo tra qualche mese. Non ha troppa importanza, per questa occasione, costruire una squadra giovane o non troppo esperta. Sono altri i criteri che ho messo a fuoco in queste settimane e che mi stanno facendo orientare nelle future scelte. Prima di tutto, in questo momento ho due pensieri: il primo è la scadenza del mio mandato, che comprende le Olimpiadi di Rio de Janeiro del 2016, e che quindi implica una certa progettualità nella costruzione del gruppo della Nazionale. Il secondo è questo Mondiale, che è al tempo stesso l’inizio di questo progetto, ma anche un evento con un’importanza, singolare, specifica, soprattutto perché si gioca in casa.

E’, quest’ultimo, un elemento che non si può sottovalutare, perché ha un grande valore simbolico che se onorato potrà dare molti frutti al nostro movimento: c’è in gioco il concetto di “nazione”, e quindi di “appartenenza”, sul quale fare leva per coinvolgere il pubblico proponendo la nazionale migliore possibile. A mio avviso, questa squadra non dovrà mancare, prima di tutto, di personalità: il tempo è poco e certamente mi avvarrò di alcune atlete che sono pronte, per mentalità e qualità, a scendere in campo in una competizione così importante e in un contesto così singolare come quello di un mondiale giocato in casa. In secondo luogo, non mi dimenticherò di quelle giovani che potranno darci un contributo importante in freschezza e forza, e che riusciranno a fare propria la mentalità giusta.

Non nego che, se si fosse trattato di un Mondiale giocato all’estero, il criterio della progettualità avrebbe avuto un peso maggiore: ma queste sono le condizioni in cui mi trovo a svolgere questo nuovo mandato, condizioni che sono certamente un’opportunità da cogliere.

Si sarebbe aspettato di tornare sulla panchina della nazionale italiana di volley femminile?

Non c’era nulla di più lontano per ciò che avevo vissuto e stavo vivendo nel mondo del volley, in cui, in questi ultimi anni, mi sono dedicato, tra Club Italia e club, esclusivamente al maschile. Era talmente lontano dai miei pensieri, che quando mi è stato proposto dal presidente Magri pensavo fosse una battuta… e invece, ci siamo ritrovati a parlarne seriamente, fino a trovare un accordo.

La Federazione affida all’allenatore della Nazionale molto più di una squadra: ha in mente una figura che abbia anche un occhio sul giovanile, sulla promozione territoriale della pallavolo e sulla selezione delle atlete dal territorio, un direttore tecnico a tutti gli effetti. Conosco bene questa mentalità perché il primo gruppo vincente che emerse grazie a questa mentalità fu proprio quello del 2002.

Da allora sono passati più di dieci anni: come crede si sia evoluto il volley femminile, e quello italiano in particolare?

Il panorama lo vedo bene, le atlete che vinsero il Mondiale del 2002 hanno fatto la storia del volley italiano a livello internazionale e alcune di loro sono ancora in attività ad alto, se non altissimo, livello; c’è un gruppo di ragazze giovani e interessanti, che dovremo valutare anche in base a come la pallavolo sta cambiando a livello internazionale: Brasile, Stati Uniti e Russia sono squadre che fanno la differenza anche a livello fisico, oltre che tecnico, e in questo senso dobbiamo cercare di adeguarci, pur mantenendo una nostra identità di “scuola pallavolistica”. In questo momento, con tutto un lavoro ancora da iniziare, credo che possiamo competere almeno per entrare nelle prime sei posizioni del prossimo torneo.

Centoni, Costagrande, Del Core: tre atlete che hanno vestito in un passato più o meno recente la maglia azzurra e che hanno ottenuto ottimi risultati con i loro club, all’estero, confrontandosi nella competizione più impegnativa: la Champions League. Quanto è importante essere costantemente ben allenati alle grandi competizioni per essere decisivi anche in Nazionale?

Potersi allenare a certi livelli è fondamentale per restare atleti competitivi negli anni: le squadre russe e le squadre turche, in particolare, hanno un livello di gioco altissimo, certamente più di quello che si vive oggi nel nostro campionato, che non è più, inutile, negarlo, il più forte del mondo. Anche in questo caso, non è solo una questione di tecnica o di forma fisica: è una questione di mentalità, di personalità, di abitudine a giocare le grandi sfide. Le atlete italiane che giocano all’estero sono un patrimonio per la nostra pallavolo, un patrimonio al quale di certo non si deve rinunciare a priori!

L’ultima domanda ha un po’ il senso di una battuta: dopo anni in cui ha allenato il maschile, chi gliel’ha fatto fare a tornare in uno spogliatoio… al femminile?

Be’, la scelta è stata fatta per il gusto delle grandi sfide: oltre a tutte quelle che questa nuova avventura presenta in se stessa, la possibilità di giocare un’Olimpiade, – e sarebbe la mia terza occasione, quella di Rio – e sapere di poterla giocare a buon livello, è la cosa migliore che possa accadere, e vale qualsiasi “sacrificio”!

Ringraziamo Marco Bonitta e gli auguriamo il meglio possibile, insieme alle nostre azzurre!

Martina Ricca